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Martedì, 26 Agosto 2014 14:11

Pensione di anzianità

CHE COS'E'

È una prestazione economica, a domanda, erogata ai lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) ed alle forme sostitutive ed integrative, la cui pensione è liquidata con il sistema di calcolo retributivo o misto.

È richiesta la cessazione di qualsiasi tipo di attività lavorativa alle dipendenze di terzi alla data di decorrenza della pensione. L'eventuale ripresa dell'attività lavorativa dipendente da parte del lavoratore che consegue la pensione di anzianità non può in alcun caso coincidere con la data di decorrenza del trattamento pensionistico.

N.B.: Non è richiesta la cessazione se all'atto della domanda l’assicurato svolge attività lavorativa autonoma (coltivatori diretti, coloni e mezzadri, artigiani, commercianti e lavoratori parasubordinati) o attività in qualità di pescatore autonomo.

REQUISITI

Periodo dal 1.1.2008 al 30.6.2009.

La pensione di anzianità può essere concessa con almeno 35 anni di Glossary Link contributi solo se il lavoratore ha maturato anche il requisito anagrafico di:
• 58 anni di età, se il diritto alla pensione viene perfezionato con la sola contribuzione versata nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti ovvero versata in uno dei Fondi sostitutivi o integrativi;
• 59 anni di età, se il diritto alla pensione viene perfezionato con la sola contribuzione versata in una delle Gestioni Speciali dei lavoratori autonomi ovvero con contribuzione versata Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti e contribuzione versata in una delle Gestioni Speciali dei lavoratori autonomi: in entrambe fattispecie la pensione viene liquidata in una delle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

Periodo dal 1.7.2009

È stato introdotto il cosiddetto "sistema delle quote" in base al quale il diritto alla pensione si perfeziona al raggiungimento di una quota data dalla somma tra l'età anagrafica minima richiesta e almeno 35 anni di anzianità contributiva.

I lavoratori dipendenti e iscritti ai fondi pensioni sostitutivi ed integrativi che richiedono la pensione devono essere in possesso di un requisito anagrafico pari ad almeno:
• 59 anni di età e raggiungere quota 95, nel periodo dall’ 1.7.2009 al 31.12.2010;
• 60 anni di età e raggiungere quota 96, nel periodo dall’ 1.1.2011 al 31.12.2012;
• 61 anni di età e raggiungere quota 97, a partire dall’ 1.1.2013.

I lavoratori autonomi che richiedono la pensione devono essere in possesso di un requisito anagrafico pari ad almeno:
• 60 anni di età e raggiungere quota 96, nel periodo dall’ 1.7.2009 al 31.12.2010;
• 61 anni di età e raggiungere quota 97, nel periodo dall’ 1.1.2011 al 31.12.2012;
• 62 anni di età e raggiungere quota 98, a partire dall’ 1.1.2013.

Il requisito minimo contributivo di 35 anni per il raggiungimento della quota deve essere perfezionato escludendo la contribuzione figurativa per disoccupazione ordinaria e malattia.

Si può andare in pensione a prescindere dall'età se si possiede un’anzianità contributiva di almeno 40 anni. In tale ipotesi, se il requisito minimo dei 35 anni di contribuzione effettiva è stato raggiunto, si utilizza anche la contribuzione figurativa per disoccupazione e malattia.

N.B A decorrere dal 1° gennaio 2011 è prevista con gradualità - previa emanazione di circolare attuativa - la presentazione della domanda con modalità telematiche

QUANDO SPETTA

Requisiti maturati entro il 31.12.2010

Tutti i lavoratori che raggiungono i requisiti anagrafici e contributivi per il diritto alla pensione di anzianità possono ottenere la liquidazione della pensione nel rispetto delle cosiddette “finestre di accesso”.

Pertanto, i lavoratori che maturano i predetti requisiti nel corso dell'anno 2010 possono accedere alla pensione di anzianità con le seguenti "finestre":

Con meno di 40 anni di contributi

Decorrenza della pensione

Requisiti maturati entro il Lavoratori dipendenti Lavoratori autonomi
30 giugno 2010 1° gennaio 2011 1° luglio 2011
31 dicembre 2010 1° luglio 2011 1° gennaio 2012

Con almeno 40 anni di contributi

Decorrenza della pensione

Requisiti maturati entro il Lavoratori dipendenti Lavoratori autonomi
31 marzo 2010 1° luglio 2010 se 57 anni di età entro il 30 giugno 1° ottobre 2010
30 giugno 2010 1° ottobre 2010 se 57 anni di età entro il 30 settembre 1° gennaio 2011
30 settembre 2010 1° gennaio 2011 1° aprile 2011
31 dicembre 2010 1° aprile 2011 1° luglio 2011

Requisiti maturati dopo 31.12.2010

I lavoratori che, a partire dal 1.1.2011, perfezionano i requisiti anagrafici previsti, fermo restando il requisito di anzianità contributiva non inferiore a 35 anni (cosiddetto sistema delle "quote") ovvero che, indipendentemente dall'età, maturano almeno 40 anni di contribuzione possono accedere alla pensione di anzianità con un "differimento" di:
• 12 mesi dalla data di maturazione dei citati requisiti se la pensione viene liquidata a carico del Fondo Lavoratori Dipendenti e dei fondi pensioni sostitutivi ed integrativi dell’Assicurazione Generale Obbligatoria;
• 18 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti se la prestazione viene viene liquidata in una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (coltivatori diretti, coloni e mezzadri, artigiani e commercianti)

La decorrenza della pensione è fissata dal primo giorno del mese successivo allo scadere dei mesi di differimento previsti.

La previgente disciplina in materia di accesso alla pensione di anzianità (cosiddetto sistema "delle finestre") continua a trovare applicazione;
• per i lavoratori che, in relazione a quanto previsto dal contratto collettivo, hanno comunicato all'azienda di volersi dimettere e che, quindi, erano in "preavviso" alla data del 30 giugno 2010 a condizione che perfezionino i requisiti anagrafici e contributivi richiesti entro la data di cessione del rapporto di lavoro.
• lavoratori per i quali viene meno il titolo abilitante allo svolgimento della specifica attività lavorativa per raggiungimento del limite di età

Le disposizioni in materia di decorrenza della pensione di anzianità continuano ad applicarsi, inoltre, nel limite massimo di 10.000 unità, ai lavoratori:
• collocati in mobilità "ordinaria" (articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223 e successive modificazioni ed integrazioni) sulla base di accordi sindacali stipulati prima del 30 aprile 2010 a condizione che perfezionino i requisiti anagrafici e contributivi richiesti per il pensionamento nel periodo di fruizione della relativa indennità;
• collocati in mobilità "lunga" (articolo 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223 e successive modificazioni ed integrazioni) sulla base di accordi sindacali stipulati entro il 30 aprile 2010;
• titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà dei settori del credito e delle aziende private erogatrici di servizi di pubblica utilità.

QUANTO SPETTA

L’importo della pensione viene determinato con il sistema di calcolo:
• retributivo, se il lavoratore può far valere almeno 18 anni di contributi al 31.12.1995;
• misto(una quota calcolata con il sistema retributivo e una quota con il sistema contributivo) se il lavoratore alla data del 31.12.1995 non può far valere 18 anni di contributi.

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Mercoledì, 27 Agosto 2014 13:17

Indennità di accompagnamento

COS'E'

E’ la prestazione erogata al solo titolo della minorazione ovvero svincolata da requisiti reddituali che spetta agli invalidi civili di qualsiasi età.

Requisiti sanitari
Per il diritto alla prestazione è necessario che oltre al riconoscimento dell'invalidità totale ovvero al riconoscimento della condizione di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età se minori o ultrasessantacinquenni, i richiedenti siano anche nell'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore oppure siano nell'impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e di conseguenza necessitano di assistenza continua.

Compatibilità
E' compatibile con l'attività lavorativa e, in caso di pluriminorazioni è cumulabile con l’indennità di accompagnamento dei ciechi totali e l’indennità di comunicazione dei sordi.

Incompatibilità
E' incompatibile con le analoghe indennità di guerra, di lavoro o di servizio ed è prevista la facoltà di opzione per una delle indennità eventualmente spettanti.
E’ incompatibile con l’indennità di frequenza.
E’ incompatibile con il ricovero a titolo gratuito in istituti presso reparti di lungodegenza o per fini riabilitativi.

Misura
L'importo è per il 2011 pari a € 487,39 ed è erogato per 12 mensilità annue.

Indennità di frequenza
E’ la prestazione economica che spetta agli invalidi civili minori di 18 anni che frequentino continuamente o periodicamente centri ambulatoriali pubblici o privati convenzionati specializzati in trattamenti riabilitativi o terapeutici o scuole pubbliche o private, dall’asilo nido in poi, o centri di formazione professionale.

Requisiti sanitari
Per il diritto alla prestazione è necessario che i minori siano stati riconosciuti dalla competente commissione medica della Asl integrata con il medico Glossary Link Inps in condizione di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età oppure affetti da ipoacusia superiore a 60 decibel nell'orecchio migliore nelle frequenze di 500, 1000, 2000 hertz.

Requisiti reddituali
Il requisito reddituale richiesto è quello previsto per gli invalidi civili parziali ai fini dell’assegno mensile di assistenza.

Incompatibilità
E' incompatibile con le indennità di accompagnamento degli invalidi e ciechi civili, con l'indennità di comunicazione e con l'indennità speciale, in caso di pluriminorazioni è prevista l'opzione per una delle indennità spettanti.
E’ inoltre incompatibile con “qualsiasi forma di ricovero” a carattere continuativo e permanente ad esclusione del ricovero in regime di day-hospital e per trattamenti chemioterapici e radioterapici.

Decorrenza
Decorre dal 1° giorno del mese successivo all'inizio della frequenza del centro o scuola e cessa il mese successivo a quello di fine trattamento o corso.

Misura
L'importo mensile è pari a quello previsto per l’assegno mensile o pensione di inabilità e, al pari di tali prestazioni, dal 1° gennaio 2001 è stato maggiorato di euro 10,33 alle condizioni previste dalla legge.

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Mercoledì, 27 Agosto 2014 14:26

Indennità di comunicazione

COS'E'

E’ la prestazione che spetta a qualsiasi età al solo titolo della minorazione indipendentemente dalle condizioni economiche .

Requisiti sanitari
Per il diritto all’indennità è necessario che i richiedenti siano stati riconosciuti dalla competente commissione medica della Asl integrata dal medico Glossary Link Inps affetti da ipoacusia pari o superiore a 60 decibel htl nell'orecchio migliore (se di età fino a 12 anni) ovvero superiore a 75 decibel htl nell'orecchio migliore (dopo il 12° anno di età).

Compatibilità
E' compatibile con il ricovero a totale carico dello Stato e con l'attività lavorativa.
E' cumulabile, in caso di pluriminorazioni, con le indennità di accompagnamento degli invalidi e ciechi civili.

Misura
L'importo è per il 2011 di € 243,10 ed è erogato per 12 mensilità annue.

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Lunedì, 25 Agosto 2014 09:35

Pensione di inabilità

CHE COS'E'

E' una pensione che spetta ai lavoratori dipendenti o autonomi affetti da un'infermità fisica o mentale.

I REQUISITI

Si può ottenere quando si verificano le seguenti condizioni: 

- un'infermità fisica o mentale, accertata dal medico dell'INPS, che provochi una assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa; 
- un'anzianità contributiva di almeno cinque anni, di cui tre versati nei cinque anni precedenti la domanda di pensione. 
- un’anzianità assicurativa presso l’Inps di almeno cinque anni.

Per ottenere la pensione di inabilità non si deve svolgere alcuna attività lavorativa.

La pensione di inabilità non è definitiva, può essere soggetta a revisione e non viene trasformata in pensione di vecchiaia. 
Nel calcolare l'importo, alle settimane di contribuzione maturate, viene aggiunto un bonus che copre il periodo mancante dalla decorrenza della pensione fino al raggiungimento di 55 anni di età per le donne e di 60 per gli uomini. 
Il bonus, tuttavia, non deve far superare complessivamente i 40 anni di anzianità contributiva. 
Per coloro che, al 31 dicembre 1995, avevano un'anzianità inferiore ai 18 anni, il bonus è calcolato con il sistema contributivo, come se il lavoratore inabile avesse l'età pensionabile di 60 anni, indipendentemente dal sesso e dalla gestione di appartenenza.

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Martedì, 26 Agosto 2014 13:43

Indennità di disoccupazione agricola

CHE COS'E'

La disoccupazione agricola 2017 è una prestazione a sostegno del Glossary Link reddito concessa agli operai iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli.
L’indennità è pagata in un’unica soluzione dall' Glossary Link Inps e spetta per tutte le giornate lavorate per un importo pari al 40%, e trattenuta del 9% per ogni giornata pagata come indennità di disoccupazione a titolo di contributo di solidarietà mentre agli operai agricoli a tempo indeterminato la misura dell’indennità è pari al 30% della retribuzione effettiva.

A CHI SPETTA

La disoccupazione agricola 2017 è un’indennità pagata direttamente dall'istituto ai lavoratori impiegati nel settore agricolo che perdono il lavoro contro la loro volontà.
Pertanto i lavoratori per accedere all'indennità di disoccupazione agricola, e non alla nuova NASPI 2017, devono avere i seguenti requisiti essere inquadrati come:
• Operai lavoro agricolo a tempo indeterminato;
• operai a tempo determinato;
• piccoli coloni;
• compartecipanti familiari;
• piccoli coltivatori diretti che hanno versato volontariamente fino a 51 le giornate di iscrizione negli elenchi nominativi agricoli;
• operai agricoli a tempo indeterminato che lavorano solo per un certo periodo dell’anno;
• lavoratori agricoli che si dimettono per giusta causa.

Lavoratori esclusi:
La disoccupazione agricola pagata dall'Inps invece non spetta a:
• lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale
• lavoratori che hanno presentato la domanda di disoccupazione agricola oltre la scadenza
• lavoratori iscritti in una delle Gestioni autonome o nella Gestione Separata per l’intero anno, ovvero per parte dell’anno, ma il numero delle giornate lavorative rientranti nel periodo di iscrizione è superiore a quelle di attività lavorativa dipendente;
• lavoratori già titolari di pensione diretta alla data del 1° gennaio dell’anno di competenza della prestazione. Nel caso di pensionamento in corso d’anno, il numero delle giornate indennizzate per disoccupazione agricola viene riproporzionato rispetto al numero di mesi antecedenti la decorrenza della pensione.
• lavoratori che si dimettono volontariamente, fanno eccezione:
• le lavoratrici madri che si dimettono nel corso del periodo di puerperio (o lavoratori padri)
• coloro che si dimettono per giusta causa.

Disoccupazione agricola 2017 requisiti Inps:
L’indennità di disoccupazione agricola 2017 spetta ai lavoratori agricoli con i seguenti requisiti:
1) essere iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti a tempo determinato 2016, se la domanda viene presentata nel corso del 2017 o per un rapporto di lavoro agricolo a tempo indeterminato avuto per parte dell’anno.
2) almeno 2 anni di contributo ASpI versato.
Per tale calcolo, il lavoratore deve prendere in considerazione la data di iscrizione negli elenchi agricoli che deve essere di vecchia di almeno 2 anni. In alternativa, può essere fatta valere per l’iscrizione negli elenchi e il contributo versato contro la disoccupazione involontaria ASpI per l’attività dipendente non agricola, precedente ai 2 anni dalla domanda di disoccupazione.
3) almeno 102 Glossary Link contributi giornalieri versati nei 2 anni precedenti la domanda. Ai fini di calcolo contributi, vengono contati anche i contributi figurativi versati nel biennio precedente dall’INPS al lavoratore, come periodo di maternità obbligatoria o congedo parentale.
4) stato di disoccupazione.

QUANTO SPETTA? NUOVI IMPORTI DI RETRIBUZIONE

L’importo che spetta ai lavoratori in disoccupazione agricola Inps, è in funzione del numero delle giornate lavorate nel 2016 e i nuovi importi retribuzione 2017.
La retribuzione spettante ai lavoratori in indennità di disoccupazione ordinaria agricola con requisiti normali è di 1.165,58 euro, massimale più alto e di euro 969,77 per il massimale più basso.
Domanda di disoccupazione agricola Inps:
Il lavoratore per fare domanda di disoccupazione agricola 2017 deve presentare specifica domanda all’INPS.
La richiesta deve essere effettuata, per via telematica utilizzando il modulo compilabile online accessibile mediante i Servizi telematici con PIN dispositivo Inps.

Domanda disoccupazione agricola 2017 scadenza 31 gennaio:
La domanda di indennità di disoccupazione agricola 2017 deve essere presentata all’Inps entro il 31 marzo 2017, pena la decadenza dal diritto. Il lavoratore è tenuto alla conservazione della domanda cartacea, ricevuta dell’avvenuta trasmissione telematica della domanda e dei documenti in originale.
In caso di decesso dell’assicurato, la domanda potrà essere inoltrata dagli eredi sempre entro il 31 marzo dell’anno successivo in cui si è verificata la disoccupazione involontaria.
Chi, come e quando viene pagata dall’INPS la disoccupazione agricola?
Chi paga la disoccupazione agricola? L’indennità spettante al lavoratore agricolo, viene pagata direttamente dall’Inps in un’unica soluzione.
Come viene pagata la disoccupazione agricola? Nel momento della compilazione della domanda di disoccupazione agricola 2017, il lavoratore deve indicare la modalità di pagamento dell’indennità pagata dall’INPS, ossia, mediante bonifico bancario o postale, libretto postale, INPS Card o carta di pagamento prepagata dotata di Glossary Link IBAN per cui indicare l’IBAN che deve coincidere con il nome del richiedente la prestazione.
Il pagamento dell’indennità può essere pagato dall’Inps anche tramite accredito con bonifico postale, che può essere cambiato allo sportello di un qualsiasi Ufficio Postale munito di documento, Glossary Link codice fiscale e lettera originale Inps che certifica l’emissione del pagamento.
Quando viene pagata l’indennità di disoccupazione agricola? L’indennità pagata in un’unica soluzione, viene erogata dall’INPS solo dopo l’accettazione della domanda, verifica dei requisiti comunque a partire dal mese successivo alla presentazione della domanda.

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Mercoledì, 27 Agosto 2014 14:15

Rinnovo permesso di soggiorno

(artt. 5, 5 bis,21,22 del Decreto Legislativo n. 286/98 e succ. mod. artt 9, 13, 14 D.P.R. 394/99 e succ. mod.)

Il permesso di soggiorno per lavoro subordinato è rilasciato a seguito della stipula del contratto di soggiorno. La durata del titolo è quella prevista dal contratto di soggiorno e comunque non può superare la durata di un anno per un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, di due anni per quello a tempo indeterminato.

Per ricevere assistenza gratuita ed inoltrare telematicamente la domanda,
rivolgersi alla sede Fenalca più vicina.

Richiesta di permesso di soggiorno per residenza elettiva

art. 11 DPR 394/99 e succ. mod.; Decreto Ministero Affari Esteri 12 luglio 2000)

Il titolo di soggiorno per residenza elettiva è rilasciato allo straniero che disponga di ampie risorse economiche, di proprietà immobiliari o di altra fonte lecita diversa dal lavoro.
E’ altresì rilasciato allo straniero che percepisca nel territorio dello Stato, assegni di pensioni o vitalizi italiani o riconosciuti dalle Autorità Italiane.

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Mercoledì, 21 Febbraio 2018 08:34

Ape Sociale

L'APE SOCIALE è un'indennità a carico dello stato per soggetti in stato di difficoltà.

SOGGETTI INTERESSATI

- Disoccupati che abbiano avuto almeno 18 mesi di lavoro dipendente nei 3 anni precedenti e che non abbiano percepito indennità di mobilità ASPI e NASPI nei tre mesi precedenti alla presentazione della domanda;

- Caregivers nonché lavoratori dipendenti o autonomi che assistono da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o parenti o un affine di secondo grado conviventi settant'anni o che siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;

- Invalidi: Lavoratori autonomi o dipendenti Invalidi con un'invalidità superiore o uguale al 74%;

- Lavori cd. gravosi che abbiano svolto lavori gravosi per almeno sei anni nei precedenti 7 antecedenti la domanda o almeno 7 anni negli ultimi 10.

Tra cui:

- Operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici;
- Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
- Conciatori di pelli e di pellicce;
- Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
- Conduttori di mezzi pesanti e camion;
- Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
- Addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
- Insegnanti della scuola dell'infanzia e educatori degli asili nido;
- Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;
- Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
- Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

REQUISITI

- aver compiuto il 63 anno di età
- soggetti che maturano il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi.
- non essere titolari di pensione diretta
- soggetti che hanno almeno 30 anni di anzianità contributiva. Per i lavoratori che svolgono attività difficoltose o rischiose l’anzianità contributiva minima richiesta è di 36 anni.

IMPORTO

L'indennità viene corrisposta per 12 mensilità all'anno fino al conseguimento della pensione di vecchiaia o al raggiungimento di quella anticipata per l’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione per un massimo di 1500 euro (se la pensione è pari o maggiore di detto importo). L’importo dell’indennità non è rivalutato.

CASI PARTICOLARI

- È compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa dipendente o parasubordinata soltanto nel caso in cui i relativi redditi non superino gli 8.000 euro annui e con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo nel limite di Glossary Link reddito di 4.800 euro annui.

- Per i dipendenti pubblici che cessano l’attività e che richiedono l’APE sociale i termini di pagamento delle prestazioni di fine servizio iniziano dal compimento dell’età per la pensione di vecchiaia e in base alle norme vigenti che regolano la corresponsione del trattamento di fine servizio comunque denominato.

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Martedì, 26 Agosto 2014 14:15

Pensione di vecchiaia

Assicurati con prima contribuzione anteriore al 1 gennaio 1996

1- Lavoratrici del settore privato e autonome

L’età richiesta nel 2012 per il pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti del settore privato é fissata a 62 anni ed aumenterà di 18 mesi ogni 2 anni per arrivare a 66 anni a partire dal 1° gennaio 2018.
Per le lavoratrici autonome e per quelle iscritte alla gestione separata, invece, nel 2012 l’età per il pensionamento di vecchiaia é fissata a 63 anni e 6 mesi ed aumenterà di un anno nel 2014, di un ulteriore anno nel 2016 ed infine di altri 6 mesi nel 2018, per arrivare a 66 anni.
Da gennaio 2013 l'età richiesta per andare in pensione verrà incrementata per effetto
dell'aumento della speranza di vita.

Tab. 1 - Pensione di vecchiaia - Lavoratrici del settore privato e lavoratrici autonome

Le lavoratrici dipendenti del settore privato potranno andare in pensione con almeno 64 anni di età se entro il 31 dicembre 2012 avranno un’anzianità contributiva non inferiore a 20 anni e almeno 60 anni di età.
La pensione decorre dal mese successivo alla maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi.

2- Lavoratrici e lavoratori del settore pubblico, lavoratori dipendenti del settore privato e lavoratori autonomi

Per le lavoratrici ed i lavoratori dipendenti del settore pubblico, per i lavoratori dipendenti del settore privato e i lavoratori autonomi l’età per il pensionamento di vecchiaia viene fissata, a decorrere dal 1° gennaio 2012, a 66 anni. Anche per essi opererà, dal 1 gennaio 2013, l'incremento per l'aumento della speranza di vita.

Tab. 2 - Pensione di vecchiaia per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti del settore pubblico , i dipendenti del settore privato e per i lavoratori autonomi

La pensione decorre dal mese successivo alla maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi.

3 - Personale scolastico e Afam, alta formazione artistica e musicale

Dal 1° gennaio 2012 al personale della scuola e dell’Afam sono richiesti almeno 66 anni di età ed almeno 20 anni di anzianità contributiva per poter andare in pensione; la pensione decorrerà dall' inizio dell'anno scolastico o accademico in cui si maturano i requisiti .
La tabella 3 indica i nuovi requisiti di età compreso l'incremento dovuto all'aumento della speranza di vita.

Tab. 3 - Pensione di vecchiaia per il personale della scuola e dell'alta formazione artistica e musicale

 

Assicurati con primo contributo successivo al 31 dicembre 1995

Ai lavoratori e alle lavoratrici con primo accredito contributivo successivo al 1° gennaio 1996 é richiesta un'anzianità contributiva minima di 20 anni.
Essi potranno andare in pensione prima di aver compiuto 70 anni solo se l’importo della pensione maturata non é inferiore ad un valore determinato ( “soglia”), pari a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale.

La tabella 4 riporta i requisiti e le condizioni per il pensionamento dei lavoratori dipendenti del settore privato, dei lavoratori autonomi , dei parasubordinati e delle lavoratrici e lavoratori dipendenti del settore pubblico.

Tab. 4 - Pensione dei lavoratori dipendenti del settore privato, dei lavoratori autonomi, dei parasubordinati, delle lavoratrici e dei lavoratori del settore pubblico

La tabella 5 riporta i requisiti di anzianità contributiva e di età anagrafica richiesti per l’accesso a pensione di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti del settore privato.

Tab.5 - Lavoratrici dipendenti del settore privato - requisito contributivo

La tabella 6 riporta i requisiti di anzianità contributiva e di età anagrafica richiesti per
l’accesso a pensione di vecchiaia delle lavoratrici autonome e parasubordinate.

Tab. 6 - Lavoratrici autonome e parasubordinate - requisito contributivo

All’età di 70 anni per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia sono richiesti almeno 5 anni di anzianità contributiva effettiva, indipendentemente dall’importo di pensione maturato.

La pensione decorre dal mese successivo alla maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi

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Lunedì, 25 Agosto 2014 09:53

Indennità per maternità

CHE COS'E'

Il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e di sostegno della maternità e paternità, Dlgs 151 /2001, attualmente in vigore, armonizza e coordina tutta la precedente legislazione riguardante i diritti dei genitori che lavorano come subordinati,, sia nel settore pubblico che i n quello privato, inoltre gli autonomi, i liberi professionisti e tutti i “ nuovi lavori”.

Il Testo Unico si occupa anche dei vari assegni a sostegno di padri e madri che non hanno Glossary Link reddito o un reddito saltuario e discontinuo.

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Mercoledì, 27 Agosto 2014 13:54

Riconoscimento infortunio

I lavoratori sono spesso vittime di infortuni sul posto di lavoro, o possono contrarre una malattia nello svolgimento della propria attività.
L’Inail gestisce l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali. Le norme su tale materia sono molto complesse, in costante aggiornamento e non sempre conosciute.

Non sempre gli eventi denunciati all’Istituto assicuratore sono riconosciuti e conseguentemente indennizzati.
L’infortunio sul lavoro è l’incidente avvenuto per causa violenta, ovvero per un'azione traumatica, in occasione di lavoro, durante cioè l'espletamento dell'attività lavorativa, in grado di provocare un danno.

La causa violenta è quindi ogni fatto esterno, di forza efficiente, che agisce rapidamente e imprevedibilmente sull’organismo umano provocando una lesione. Ad esempio:

• energia meccanica: cadute, lesioni prodotte da macchine
• energia elettrica ed elettromagnetica: corrente elettrica, fulmine
• energia termica: colpo di calore o di freddo
• psichica: improvvisa e forte emozione con turbamento psichico
• microbica o virale: penetrazione nell’organismo di germi patogeni a seguito di contatto (epatiti, aids)
• tossica: assorbimento di sostanze venefiche in forma solida o gassosa

L'occasione di lavoro si realizza quando esiste un collegamento tra l’incidente e l’attività lavorativa effettuata. Il danno è la lesione certificata dal medico di pronto soccorso con diagnosi di assenza dal lavoro.

Domanda
In caso di infortunio il lavoratore deve avvertire immediatamente il datore di lavoro di quanto accaduto. In caso di impossibilità potrà intervenire il collega che ha assistito all'incidente. Il datore di lavoro dovrà provvedere ad effettuare la denuncia all'Inail non appena il lavoratore stesso, o un suo familiare, presenterà, entro 2 giorni dalla data del rilascio, il certificato del medico di pronto soccorso con prognosi superiore ai 3 giorni.
Se la prognosi dovesse essere inferiore, il datore di lavoro non ha l'obbligo di effettuare la denuncia. Se le cure, invece, dovessero proseguire, il lavoratore dovrà fornire anche i certificati compilati dal proprio medico curante.
Qualora il datore di lavoro non dovesse effettuare la denuncia, il lavoratore deve attivarsi e presentarla direttamente.

Ricaduta
Il lavoratore che ha subìto un infortunio, dopo la guarigione clinica, deve riprendere l'attività lavorativa.
A volte, però, può accadere che, per le conseguenze delle lesioni causate dall'incidente, il lavoratore debba interrompere, per sopravvenuta impossibilità fisico-psichica, l'attività lavorativa. Tale situazione patologica è definita "ricaduta" (riacutizzazione dei postumi infortunistici) e pertanto deve "riaprire" l'infortunio all'Inail.

Recidiva
La recidiva, a differenza della ricaduta, è un fatto nuovo, un nuovo infortunio e pertanto presuppone una nuova denuncia da parte del datore di lavoro.

Revisione (aggravamento)
La revisione è la procedura che permette di far rivedere nel tempo il danno subito a causa dell'infortunio. Può essere richiesta dall'assicurato o disposta dall'Inail entro tempi stabiliti dalla norma.

Per gli infortuni, la prima revisione può essere effettuata solo dopo che siano trascorsi un anno dalla data dell'infortunio e almeno 6 mesi dalla data di costituzione della rendita.

Nei primi 4 anni dalla data di costituzione della rendita, tutte le revisioni possibili (massimo 3) purché sia passato un anno di distanza dalla precedente.
Dopo il quadriennio è possibile una revisione alla fine del settimo anno dalla data di costituzione della rendita e l'ultima revisione deve essere proposta dal lavoratore o disposta dall'Inail, alla fine del decimo anno dalla data di costituzione della rendita.

Il procedimento per l'ultima revisione deve essere attivato improrogabilmente, entro un anno dalla scadenza dei 10 anni decorrenti dalla data di costituzione della rendita (data di decorrenza della prestazione stessa).

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Pubblicato in Servizi Patronato
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