Martedì, 26 Agosto 2014 14:11

Pensione di anzianità

CHE COS'E'

È una prestazione economica, a domanda, erogata ai lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) ed alle forme sostitutive ed integrative, la cui pensione è liquidata con il sistema di calcolo retributivo o misto.

È richiesta la cessazione di qualsiasi tipo di attività lavorativa alle dipendenze di terzi alla data di decorrenza della pensione. L'eventuale ripresa dell'attività lavorativa dipendente da parte del lavoratore che consegue la pensione di anzianità non può in alcun caso coincidere con la data di decorrenza del trattamento pensionistico.

N.B.: Non è richiesta la cessazione se all'atto della domanda l’assicurato svolge attività lavorativa autonoma (coltivatori diretti, coloni e mezzadri, artigiani, commercianti e lavoratori parasubordinati) o attività in qualità di pescatore autonomo.

REQUISITI

Periodo dal 1.1.2008 al 30.6.2009.

La pensione di anzianità può essere concessa con almeno 35 anni di Glossary Link contributi solo se il lavoratore ha maturato anche il requisito anagrafico di:
• 58 anni di età, se il diritto alla pensione viene perfezionato con la sola contribuzione versata nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti ovvero versata in uno dei Fondi sostitutivi o integrativi;
• 59 anni di età, se il diritto alla pensione viene perfezionato con la sola contribuzione versata in una delle Gestioni Speciali dei lavoratori autonomi ovvero con contribuzione versata Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti e contribuzione versata in una delle Gestioni Speciali dei lavoratori autonomi: in entrambe fattispecie la pensione viene liquidata in una delle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

Periodo dal 1.7.2009

È stato introdotto il cosiddetto "sistema delle quote" in base al quale il diritto alla pensione si perfeziona al raggiungimento di una quota data dalla somma tra l'età anagrafica minima richiesta e almeno 35 anni di anzianità contributiva.

I lavoratori dipendenti e iscritti ai fondi pensioni sostitutivi ed integrativi che richiedono la pensione devono essere in possesso di un requisito anagrafico pari ad almeno:
• 59 anni di età e raggiungere quota 95, nel periodo dall’ 1.7.2009 al 31.12.2010;
• 60 anni di età e raggiungere quota 96, nel periodo dall’ 1.1.2011 al 31.12.2012;
• 61 anni di età e raggiungere quota 97, a partire dall’ 1.1.2013.

I lavoratori autonomi che richiedono la pensione devono essere in possesso di un requisito anagrafico pari ad almeno:
• 60 anni di età e raggiungere quota 96, nel periodo dall’ 1.7.2009 al 31.12.2010;
• 61 anni di età e raggiungere quota 97, nel periodo dall’ 1.1.2011 al 31.12.2012;
• 62 anni di età e raggiungere quota 98, a partire dall’ 1.1.2013.

Il requisito minimo contributivo di 35 anni per il raggiungimento della quota deve essere perfezionato escludendo la contribuzione figurativa per disoccupazione ordinaria e malattia.

Si può andare in pensione a prescindere dall'età se si possiede un’anzianità contributiva di almeno 40 anni. In tale ipotesi, se il requisito minimo dei 35 anni di contribuzione effettiva è stato raggiunto, si utilizza anche la contribuzione figurativa per disoccupazione e malattia.

N.B A decorrere dal 1° gennaio 2011 è prevista con gradualità - previa emanazione di circolare attuativa - la presentazione della domanda con modalità telematiche

QUANDO SPETTA

Requisiti maturati entro il 31.12.2010

Tutti i lavoratori che raggiungono i requisiti anagrafici e contributivi per il diritto alla pensione di anzianità possono ottenere la liquidazione della pensione nel rispetto delle cosiddette “finestre di accesso”.

Pertanto, i lavoratori che maturano i predetti requisiti nel corso dell'anno 2010 possono accedere alla pensione di anzianità con le seguenti "finestre":

Con meno di 40 anni di contributi

Decorrenza della pensione

Requisiti maturati entro il Lavoratori dipendenti Lavoratori autonomi
30 giugno 2010 1° gennaio 2011 1° luglio 2011
31 dicembre 2010 1° luglio 2011 1° gennaio 2012

Con almeno 40 anni di contributi

Decorrenza della pensione

Requisiti maturati entro il Lavoratori dipendenti Lavoratori autonomi
31 marzo 2010 1° luglio 2010 se 57 anni di età entro il 30 giugno 1° ottobre 2010
30 giugno 2010 1° ottobre 2010 se 57 anni di età entro il 30 settembre 1° gennaio 2011
30 settembre 2010 1° gennaio 2011 1° aprile 2011
31 dicembre 2010 1° aprile 2011 1° luglio 2011

Requisiti maturati dopo 31.12.2010

I lavoratori che, a partire dal 1.1.2011, perfezionano i requisiti anagrafici previsti, fermo restando il requisito di anzianità contributiva non inferiore a 35 anni (cosiddetto sistema delle "quote") ovvero che, indipendentemente dall'età, maturano almeno 40 anni di contribuzione possono accedere alla pensione di anzianità con un "differimento" di:
• 12 mesi dalla data di maturazione dei citati requisiti se la pensione viene liquidata a carico del Fondo Lavoratori Dipendenti e dei fondi pensioni sostitutivi ed integrativi dell’Assicurazione Generale Obbligatoria;
• 18 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti se la prestazione viene viene liquidata in una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (coltivatori diretti, coloni e mezzadri, artigiani e commercianti)

La decorrenza della pensione è fissata dal primo giorno del mese successivo allo scadere dei mesi di differimento previsti.

La previgente disciplina in materia di accesso alla pensione di anzianità (cosiddetto sistema "delle finestre") continua a trovare applicazione;
• per i lavoratori che, in relazione a quanto previsto dal contratto collettivo, hanno comunicato all'azienda di volersi dimettere e che, quindi, erano in "preavviso" alla data del 30 giugno 2010 a condizione che perfezionino i requisiti anagrafici e contributivi richiesti entro la data di cessione del rapporto di lavoro.
• lavoratori per i quali viene meno il titolo abilitante allo svolgimento della specifica attività lavorativa per raggiungimento del limite di età

Le disposizioni in materia di decorrenza della pensione di anzianità continuano ad applicarsi, inoltre, nel limite massimo di 10.000 unità, ai lavoratori:
• collocati in mobilità "ordinaria" (articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223 e successive modificazioni ed integrazioni) sulla base di accordi sindacali stipulati prima del 30 aprile 2010 a condizione che perfezionino i requisiti anagrafici e contributivi richiesti per il pensionamento nel periodo di fruizione della relativa indennità;
• collocati in mobilità "lunga" (articolo 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223 e successive modificazioni ed integrazioni) sulla base di accordi sindacali stipulati entro il 30 aprile 2010;
• titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà dei settori del credito e delle aziende private erogatrici di servizi di pubblica utilità.

QUANTO SPETTA

L’importo della pensione viene determinato con il sistema di calcolo:
• retributivo, se il lavoratore può far valere almeno 18 anni di contributi al 31.12.1995;
• misto(una quota calcolata con il sistema retributivo e una quota con il sistema contributivo) se il lavoratore alla data del 31.12.1995 non può far valere 18 anni di contributi.

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Informazioni aggiuntive

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Martedì, 26 Agosto 2014 14:15

Pensione di vecchiaia

Assicurati con prima contribuzione anteriore al 1 gennaio 1996

1- Lavoratrici del settore privato e autonome

L’età richiesta nel 2012 per il pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti del settore privato é fissata a 62 anni ed aumenterà di 18 mesi ogni 2 anni per arrivare a 66 anni a partire dal 1° gennaio 2018.
Per le lavoratrici autonome e per quelle iscritte alla gestione separata, invece, nel 2012 l’età per il pensionamento di vecchiaia é fissata a 63 anni e 6 mesi ed aumenterà di un anno nel 2014, di un ulteriore anno nel 2016 ed infine di altri 6 mesi nel 2018, per arrivare a 66 anni.
Da gennaio 2013 l'età richiesta per andare in pensione verrà incrementata per effetto
dell'aumento della speranza di vita.

Tab. 1 - Pensione di vecchiaia - Lavoratrici del settore privato e lavoratrici autonome

Le lavoratrici dipendenti del settore privato potranno andare in pensione con almeno 64 anni di età se entro il 31 dicembre 2012 avranno un’anzianità contributiva non inferiore a 20 anni e almeno 60 anni di età.
La pensione decorre dal mese successivo alla maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi.

2- Lavoratrici e lavoratori del settore pubblico, lavoratori dipendenti del settore privato e lavoratori autonomi

Per le lavoratrici ed i lavoratori dipendenti del settore pubblico, per i lavoratori dipendenti del settore privato e i lavoratori autonomi l’età per il pensionamento di vecchiaia viene fissata, a decorrere dal 1° gennaio 2012, a 66 anni. Anche per essi opererà, dal 1 gennaio 2013, l'incremento per l'aumento della speranza di vita.

Tab. 2 - Pensione di vecchiaia per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti del settore pubblico , i dipendenti del settore privato e per i lavoratori autonomi

La pensione decorre dal mese successivo alla maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi.

3 - Personale scolastico e Afam, alta formazione artistica e musicale

Dal 1° gennaio 2012 al personale della scuola e dell’Afam sono richiesti almeno 66 anni di età ed almeno 20 anni di anzianità contributiva per poter andare in pensione; la pensione decorrerà dall' inizio dell'anno scolastico o accademico in cui si maturano i requisiti .
La tabella 3 indica i nuovi requisiti di età compreso l'incremento dovuto all'aumento della speranza di vita.

Tab. 3 - Pensione di vecchiaia per il personale della scuola e dell'alta formazione artistica e musicale

 

Assicurati con primo contributo successivo al 31 dicembre 1995

Ai lavoratori e alle lavoratrici con primo accredito contributivo successivo al 1° gennaio 1996 é richiesta un'anzianità contributiva minima di 20 anni.
Essi potranno andare in pensione prima di aver compiuto 70 anni solo se l’importo della pensione maturata non é inferiore ad un valore determinato ( “soglia”), pari a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale.

La tabella 4 riporta i requisiti e le condizioni per il pensionamento dei lavoratori dipendenti del settore privato, dei lavoratori autonomi , dei parasubordinati e delle lavoratrici e lavoratori dipendenti del settore pubblico.

Tab. 4 - Pensione dei lavoratori dipendenti del settore privato, dei lavoratori autonomi, dei parasubordinati, delle lavoratrici e dei lavoratori del settore pubblico

La tabella 5 riporta i requisiti di anzianità contributiva e di età anagrafica richiesti per l’accesso a pensione di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti del settore privato.

Tab.5 - Lavoratrici dipendenti del settore privato - requisito contributivo

La tabella 6 riporta i requisiti di anzianità contributiva e di età anagrafica richiesti per
l’accesso a pensione di vecchiaia delle lavoratrici autonome e parasubordinate.

Tab. 6 - Lavoratrici autonome e parasubordinate - requisito contributivo

All’età di 70 anni per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia sono richiesti almeno 5 anni di anzianità contributiva effettiva, indipendentemente dall’importo di pensione maturato.

La pensione decorre dal mese successivo alla maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi

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Mercoledì, 21 Febbraio 2018 08:04

Assegno Sociale

L'assegno sociale istituito il 01/01/1996 in sostituzione della pensione sociale, è una prestazione economica erogata dall'INPS a prescindere da previa presentazione della domanda a coloro che si trovino in una condizione disagiata e abbiano determinati requisiti.

REQUISITI:
- anagrafico: aver compiuto i 66 anni e 7 mesi
- essere cittadini Italiani comunitari residenti in Italia
- essere cittadini extra comunitari con carta di soggiorno residenti in Italia in via continuativa da almeno 10 anni
- di avere un limite di Glossary Link reddito individuale pari a 5889,00 o coniugale pari a 11788,00. Nel caso in cui si abbia un reddito inferiore al limite stabilito, l'assegno verrà erogato solo per la differenza tra l’importo intero annuale dell’assegno sociale corrente e l’ammontare del reddito annuale.

DECORRENZA E DURATA
Il pagamento dell'assegno decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.
Annualmente l'INPS verifica il possesso dei requisiti reddituali e di effettiva residenza. Nel caso in cui vengano a mancare i requisiti reddituali o di residenza per soggiorno all'estero superiore a 30 giorni l'assegno viene sospeso per un anno e ripristinato solo qualora si abbiano di nuovo i requisiti. Decorso l'anno l'assegno viene revocato.

IMPORTO
L'importo dell'assegno è pari a 453,00 euro per 13 mensilità se non si posseggono altri redditi. Inoltre dal 2001 l'importo dell'assegno sociale aveva avuto una maggiorazione di quota fissa non soggetta a perequazione pari a 12,92 euro al mese.

Dal 2002 per i titolari di assegno sociale con almeno 70 di età (o con un'età ridotta di un anno ogni cinque anni di contribuzione versata in qualsiasi fondo o gestione fino ad una riduzione massima di 5 anni) possono richiedere l'incremento della la maggiorazione base di 12,92 euro sino a 190,86€ (denominato incremento al milione).

Hanno diritto all'assegno in misura ridotta i soggetti non coniugati che hanno un reddito inferiore all'importo annuo dell'assegno e i soggetti coniugati che hanno un reddito familiare compreso tra l'ammontare annuo dell'assegno e il doppio dell'importo annuo dell'assegno.

L'assegno non è soggetto alle trattenute Glossary Link IRPEF.

L'assegno non è reversibile.

DOCUMENTI NECESSARI
DOCUMENTO D'IDENTITA' E Glossary Link CODICE FISCALE
CARTA DI SOGGIORNO PER EXTRA COMUNITARI
AUTOCERTIFICAZIONE STATO DI FAMIGLIA
DATA DI MATRIMONIO
DICHIARAZIONE REDDITUALE DEL RICHIEDENTE E DEL CONIUGE
CODICE Glossary Link IBAN

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Mercoledì, 27 Agosto 2014 13:41

Assegno sociale

L’assegno sociale, istituito dall’ art.3, comma 6, della l. 335/1995 con effetto dal 1° gennaio 1996, ha sostituito la pensione sociale e le relative maggiorazioni (circ. 208/1996).
E’ una prestazione di carattere assistenziale che prescinde del tutto dal pagamento dei Glossary Link contributi e spetta ai cittadini che si trovino in disagiate condizioni economiche.

L’assegno sociale è corrisposto ai cittadini italiani, residenti in Italia, che abbiano compiuto 65 anni e si trovino nelle condizioni reddituali previste dalla legge.
La verifica per la permanenza del diritto va fatta ogni anno. Perciò l’assegno sociale verrà liquidato sempre con carattere di provvisorietà sulla base del Glossary Link reddito presunto.
Nell’anno successivo l’Inps opererà la liquidazione definitiva o la modifica o la sospensione sulla base delle dichiarazioni reddituali rese dagli interessati.

L’assegno sociale non è gravato da imposte e non è reversibile ai familiari superstiti.

L'assegno sociale è inesportabile (circ. 15/1993 – circ. 82/2000, punto 3).

L’assegno sociale non è cedibile, non è sequestrabile e non è pignorabile.

Per tutto quanto non diversamente disposto dalla l. 335/1995, per gli assegni sociali continuano ad applicarsi le disposizioni che disciplinano la pensione sociale.

REQUISITI PER IL DIRITTO

- Cittadinanza italiana
- Residenza effettiva ed abituale in Italia
- 65 anni di età
- particolari condizioni reddituali personali e del coniuge

Elemento costitutivo del diritto alla prestazione assistenziale è la residenza effettiva: tale requisito si perfeziona con la dimora stabile ed abituale in Italia, assumendo rilevanza essenziale il rapporto tra il soggetto richiedente la provvidenza ed il luogo.
Per quanto sopra - salvo che per gravi motivi sanitari opportunamente documentati - l'Inps dovrà procedere alla sospensione dell'assegno sociale in caso di permanenza all'estero per un periodo superiore ad un mese.
Decorso un anno dalla sospensione dell'assegno sociale le sedi competenti - previa verifica del permanere di tale situazione - provvederanno a revocare il beneficio.

Dovranno essere tenuti attentamente in osservazione i casi in cui si venga a conoscenza di fatti o circostanze che facciano sorgere dubbi sulla permanenza stabile in Italia, attivando le verifiche e i controlli ritenuti più opportuni per riscontrare quanto dichiarato dal pensionato: Glossary Link accertamento presso il Comune di residenza in Italia a mezzo dell'Autorità di polizia preposta, acquisizione di dichiarazioni del consolato, presa visione dei visti d'ingresso e di uscita apposti sul passaporto, verifiche tramite accertatori di reparto. Nei casi in cui si renda necessario, si devono interessare la Polizia Municipale e le altre autorità di Pubblica Sicurezza per le indagini di competenza, ai sensi di quanto previsto dal d. lgs. 68/2001.

Tali accertamenti riguardo comportamenti in contrasto con la norma che impone il requisito della residenza per il riconoscimento ed il mantenimento dell'assegno sociale - quali ad esempio la riscossione non periodica dell'assegno stesso - dovranno avere luogo di volta in volta e sui singoli casi. Essi divengono ancora più opportuni in quegli ambiti territoriali caratterizzati da fenomeni migratori.

Le verifiche dovranno avere cadenza periodica nei casi in cui il pagamento delle prestazioni avvenga a mezzo delegato o con accredito su conto corrente bancario o postale e, comunque, a campione sulle dichiarazioni di responsabilità rese, così come previsto dalle vigenti disposizioni in materia di auto certificazione (msg. 12886 del 4.6.2008).

DESTINATARI

Hanno diritto all’assegno sociale con effetto dal 1° febbraio 1996 i cittadini italiani che hanno compiuto il 65° anno di età, che risiedono effettivamente ed abitualmente in Italia e sono sprovvisti di reddito, ovvero possiedono redditi di importo inferiore ai limiti stabiliti dalla legge.

La residenza in Italia e la cittadinanza italiana sono condizioni per la concessione e per la conservazione del relativo diritto (circ. 729/1978).

La cittadinanza italiana è regolata dalla l. 91/1992 e dai relativi regolamenti di esecuzione introdotti con d.p.r. 572/1993 e d.p.r. 362/1994: la nascita sul territorio nazionale non fa acquisire automaticamente la cittadinanza italiana, ma soltanto qualora i genitori stranieri - residenti sul territorio italiano - siano ignoti, apolidi o non abbiano trasmesso ai figli la cittadinanza secondo le disposizioni del loro stato di appartenenza. La cittadinanza italiana per nascita sul territorio nazionale può essere successivamente conseguita su domanda da presentare in Prefettura.
La perdita della cittadinanza comporta la revoca dell'assegno.

Hanno inoltre diritto all’assegno sociale alle stesse condizioni di età e di reddito:

- i cittadini della Repubblica di San Marino residenti in Italia (circ. 53431/1970);
- gli stranieri o apolidi ai quali è stata riconosciuta la qualifica di "rifugiato politico" e lo "status di protezione sussidiaria" ed i rispettivi coniugi ricongiunti (circ. 175/1983, art. 2 e 22 del d.lgs 251/2007, msg. 4090 del 23.3.2007);
- i detenuti, indipendentemente dalla durata della pena alla quale siano stati condannati (circ. 703/1971);
- i cittadini di Stati membri dell’ Unione Europea, residenti in Italia, che abbiano svolto un lavoro dipendente o autonomo in uno degli Stati dell’Unione (circ. 754/1986). A seguito delle innovazioni introdotte dalla legge n. 40/98, i cittadini della Comunità Europea residenti in Italia possono ottenere l’assegno sociale indipendentemente dal possesso della qualifica di lavoratori. Per tali soggetti la prestazione potrà essere riconosciuta da data successiva al 27 marzo 1998 (circ. 82/2000).
- gli stranieri o apolidi titolari di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno (circ. 82/2000). Successivamente, l’ art. 80, comma 19, l. 388/2000 ha ammesso a detti benefici dal 1° gennaio 2001 i soli stranieri titolari di carta di soggiorno (circ. 99/2003). Il d.lgs. 8 gennaio 2007 n. 3, infine, recepisce una Direttiva Comunitaria del 2003 (Direttiva/2003/109CE), in favore di cittadini di Paesi terzi "soggiornanti di lungo periodo" (msg. 7742/07). Il Decreto, modificando l'art. 9 del Testo Unico sull'immigrazione, ha introdotto - in sostituzione della Carta di soggiorno - il permesso di soggiorno CE per i cittadini soggiornanti di lungo periodo.
Dal 1° gennaio 2007 godranno dell'applicazione delle norme comunitarie i cittadini di Romania e Bulgaria, entrate a far parte della Unione Europea da tale data. Essi beneficeranno dei diritti previsti e dei relativi effetti economici con decorrenza non anteriore al 1° gennaio 2007 (circ 35/2007).

A partire dall'11 aprile 2007 i cittadini comunitari ed i loro familiari a carico che risiedono regolarmente in Italia, per un periodo superiore a tre mesi, possono fare richiesta, in presenza degli altri requisiti, dell'assegno sociale (d. lgs. 30/2007). Alla domanda va accluso il certificato di iscrizione anagrafica presso il Comune di residenza.

Con decorrenza dal 1° gennaio 2009, per avere diritto all'assegno sociale, come ulteriore requisito occorre avere soggiornato legalmente ed in via continuativa in Italia per almeno 10 anni (L.133/2008, art. 20, c.10). Tale requisito dovrà essere accertato indipendentemente dal periodo dell'arco vitale in cui la permanenza continuativa e legale si è verificata.
La nuova normativa si applica alle domande presentate dal 1° dicembre 2008 per ottenere la prestazione assistenziale con decorrenza 01/2009.

Il requisito del soggiorno legale e continuativo per almeno dieci anni si rileva dal titolo rilasciato dalla competente Autorità italiana, che i richiedenti la prestazione hanno l'obbligo di presentare a corredo della relativa istanza. Per il computo dei dieci anni, qualsiasi sia la documentazione utile attestante il soggiorno legale e continuativo, va tenuto conto della continuità delle date di rilascio dei diversi documenti rispetto alla scadenza di quelli eventualmente in precedenza posseduti.
Le Sedi dell'Istituto potranno inoltrare, ove lo ritengano necessario, richieste di accertamenti o di verifiche alle Autorità competenti sulla documentazione prodotta.

REQUISITI REDDITUALI

Alla formazione del reddito concorrono i redditi, al netto dell’imposizione fiscale e contributiva, di qualsiasi natura (retribuzioni, salari, pensioni, rendite agrarie e da fabbricati, ecc.). Si tiene conto anche dei redditi esenti da imposte o soggetti a ritenute alla fonte a titolo di Glossary Link imposta, nonché degli assegni alimentari corrisposti a norma del codice civile (circ. 53394/1970 – parte I).

Per una descrizione analitica della tipologia dei redditi da considerare per il richiedente e il coniuge vedi rilevanza n. 7.

Non concorrono alla formazione del reddito:

- la pensione liquidata secondo il sistema contributivo (l. 335/1995) a carico di enti previdenziali obbligatori (pubblici o privati), per un importo pari ad 1/3 della pensione stessa e comunque non oltre 1/3 dell’assegno sociale;
- le competenze arretrate soggette a tassazione separata;
- i trattamenti di fine rapporto comunque denominati (buonuscita, indennità di anzianità, premio di fine servizio, liquidazione, ecc.), e le relative eventuali anticipazioni;
- i trattamenti di famiglia comunque denominati;
- il reddito della casa di abitazione;
- l’assegno sociale stesso;
- le indennità di accompagnamento di ogni tipo (circ. 743/1983);
- gli assegni per l’assistenza personale continuativa erogati dall’ Glossary Link Inail nei casi di invalidità permanente assoluta conseguente alle menomazioni di cui alla tabella allegata 3 del d.p.r. 1124/1965;
- gli assegni per l’assistenza personale continuativa erogati dall’Inps ai pensionati per inabilità;
- l’indennità di comunicazione per i sordomuti di cui all’ art. 4 della l. 508/1988;
- l’assegno vitalizio pagato agli ex combattenti della guerra 1915 – 1918, i soprassoldi connessi alle Medaglie al Valor Militare, le pensioni o assegni connessi alle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia (circ. 53412/1970);
- l’indennizzo previsto dalla legge 210/1992 in favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati (circ. 203/2000).

Inoltre, non sono computabili i redditi da fabbricati distrutti o inagibili per effetto di eventi sismici esclusi per legge dall’assoggettabilità all’ Glossary Link IRPEF fino alla loro definitiva ricostruzione o agibilità. I soggetti interessati devono presentare un certificato del Comune attestante la distruzione ovvero l’inagibilità dei fabbricati (circ. 741/1982).

A decorrere dal 1° marzo 2009 - data di entrata in vigore della l. 14/2009, art. 35, commi da 8 a 13 - in sede di prima liquidazione degli assegni sociali dovrà essere considerato il reddito dell'anno in corso, dichiarato in via presuntiva dall'interessato.
La previsione normativa sopra citata stabilisce al c. 9 che - in sede di prima liquidazione di una prestazione - il reddito di riferimento è quello dell'anno in corso, dichiarato in via presuntiva.
Pertanto, per l'individuazione dell'anno da considerare per il reddito rilevante ai fini del riconoscimento delle prestazioni, deve farsi riferimento alla data di decorrenza della prestazione medesima:

- per decorrenze successive al 1° marzo 2009 vige l'art. 35, cc. da 8 a 13, L. 14 del 27/02/2009 (redditi anno in corso per le prime liquidazioni);
- per decorrenze dal 1° gennaio 2009 al 1° marzo 2009 vige la disciplina previgente.

Per le prestazioni con decorrenza anteriore al 2009, il diritto alla corresponsione delle prestazioni stesse per il periodo anteriore al 1° luglio 2009 è riconosciuto sulla base delle disposizioni previgenti. Per la corresponsione dal 1° luglio 2009, la verifica della sussistenza del diritto è effettuata sulla base delle dichiarazioni reddituali rese dal pensionato nell'anno 2009 per i redditi del 2008 che saranno considerati rilevanti per la corresponsione fino al 30 giugno 2010 (circ. 62 del 22/04/2009).

Ai fini dell’individuazione del reddito, gli eventuali atti di disposizione e di costituzione di diritti reali sui beni immobili posti in essere dal richiedente immediatamente prima o subito dopo la presentazione della domanda di assegno sociale sono da considerare influenti sia che avvengano a titolo oneroso che a titolo gratuito (circ. 710/1973 – msg. 35308/1992).

Per gli atti di disposizione a titolo oneroso il reddito da computare è quello ottenuto dall’interessato - in relazione all’impiego di quanto ricavato - dalla vendita del bene immobile.

Per gli atti di disposizione a titolo gratuito posti in essere nelle more dell’istruttoria va fatta una ulteriore distinzione:

- se il reddito relativo ai beni ceduti è superiore al limite previsto per il diritto, la pensione avrà decorrenza dal mese successivo a quello nel corso del quale l’atto è stato redatto;
- se è inferiore, la pensione avrà decorrenza dalla domanda ferma restando l’influenza del reddito in argomento sulla misura della prestazione, fino al momento della cessazione del bene.

In ogni caso, ai fini dell’individuazione del reddito, dovrà attribuirsi al richiedente l’assegno sociale il reddito catastale del bene immobile dato in uso gratuito.

Qualora l’ assegno sociale derivi da pensioni di invalidità civile si dovrà tenere conto della specifica normativa che - per queste ultime - fa riferimento al solo reddito del titolare della prestazione.

DECORRENZA

L’assegno sociale decorre dal 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda e in presenza di tutti i requisiti previsti dalla legge (età, cittadinanza, residenza effettiva e dimora abituale in Italia, requisiti reddituali).

MISURA ED IMPORTO

L’importo dell'assegno sociale è determinato annualmente in relazione all’aumento percentuale delle pensioni, fissato con decreto ministeriale
In relazione all’entità del reddito personale e dell’eventuale reddito cumulato, l’assegno sociale può essere liquidato in misura intera o ridotta (circ. 208/1996).

La misura massima dell'assegno spettante è determinata per il pensionato non coniugato o legalmente ed effettivamente separato (vale anche per la separazione in via provvisoria - circ. 185/2000) dalla differenza tra il limite di reddito previsto e il reddito dichiarato:

- si ha diritto alla misura intera se non si posseggono redditi;
- si ha diritto alla misura ridotta, fino alla concorrenza dell’assegno sociale, se si posseggono redditi in misura inferiore all’importo dell’assegno sociale.

Non si ha diritto se si posseggono redditi superiori all’importo dell’assegno sociale.

La misura massima dell'assegno spettante è determinata per il pensionato coniugato dalla differenza tra il limite di reddito coniugale previsto e il reddito dichiarato (il reddito personale va sommato a quello del coniuge):

- si ha diritto alla misura intera se non si posseggono redditi;
- si ha diritto alla misura ridotta, se si posseggono redditi in misura inferiore al doppio dell’importo annuo dell’assegno sociale.

Non si ha diritto se si posseggono redditi superiori al doppio dell’importo annuo dell’assegno sociale.

Non si procede al cumulo del reddito dell’interessato con quello del coniuge nel caso di separazione legale o di comprovato stato di abbandono (Circ. 60001/1974, circ. 12/1990 e circ. 248/1990).

L’importo mensile dell'assegno è dato dalla misura massima spettante, divisa per 13 mensilità. E’ determinato provvisoriamente sulla base del reddito presuntivo dichiarato o dei redditi denunciati dal pensionato memorizzati sul Casellario centrale dei pensionati, e viene eventualmente conguagliato nell'anno successivo.

INTERESSI LEGALI

In caso di ritardo nella liquidazione della prestazione sono dovuti gli interessi legali a far tempo dal 121° giorno dalla data di presentazione della domanda o dalla successiva data di perfezionamento dei requisiti.
La legge finanziaria per il 2007 ha previsto nuove modalità per il calcolo degli interessi legali nel caso in cui la domanda presentata dall'interessato risulti incompleta delle notizie e dei dati necessari per la sua liquidazione.
In questi casi gli interessi legali decorrono dal 121° giorno successivo alla data in cui la domanda possa essere definita completa o comunque dal 121° giorno successivo a quello in cui i requisiti si perfezionano (data di decorrenza della pensione).
La nuova disciplina trova applicazione per tutte le domande presentate dal 1° gennaio 2007, data di entrata in vigore della L. 296/2007, art. 1, c.783.

MAGGIORAZIONE SULL'ASSEGNO SOCIALE

L’ art. 70, comma 1, l.388/2000, stabilisce che, a far tempo dal 1° gennaio 2001, in presenza di particolari condizioni reddituali, è concessa una maggiorazione sull’assegno sociale per un importo pari a euro 12,91 mensili per i titolari con età inferiore a 75 anni e a euro 20,65 mensili per i titolari con età pari o superiore a 75 anni (circ. 61/2001).

Dal 1.1.2002 è stato applicato un incremento delle maggiorazioni, in presenza di particolari requisiti reddituali, di età e di contribuzione, fino a garantire un reddito personale minimo di Euro 516,46 mensili, per 13 mensilità (L. 448/2001, art. 38)

L’ aumento è soggetto a norme diverse da quelle dell’ assegno sociale e tali regole sono molto più restrittive anche se la tipologia dei redditi da valutare coincide sostanzialmente con quella dei redditi da considerare per il diritto all’assegno sociale con l’aggiunta del reddito della casa di abitazione.

A tale fine si tiene conto dei redditi di qualsiasi natura compresi i redditi esenti da imposte e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva.

Per una descrizione analitica della tipologia dei redditi da considerare vedi rilevanza n. 22.

Tali maggiorazioni sono differenziate a seconda dell’età e subordinate a limiti di reddito sia personale che cumulato con quello del coniuge.

La misura massima della maggiorazione spettante è determinata:

- per il pensionato solo, dalla differenza tra il limite di reddito previsto e il reddito dichiarato (tenendo conto anche del reddito derivante da pensione);
- per il pensionato coniugato (non legalmente ed effettivamente separato), dal minore degli importi risultanti dalla differenza tra il limite di reddito previsto per il pensionato solo e il reddito personale dichiarato (tenendo conto anche del reddito derivante da pensione) e la differenza tra il limite di reddito coniugale previsto e il reddito cumulato con quello del coniuge (tenendo conto anche dell’eventuale reddito derivante da pensione del coniuge).

L' importo mensile della maggiorazione è dato dalla misura massima spettante, divisa per 13 mensilità.

LE TABELLE DEGLI IMPORTI (senza incremento 1.1.2002)

Il limite di reddito oltre il quale è esclusa la concessione della maggiorazione è:

- per il pensionato solo, la somma dell’ ammontare annuo dell’assegno sociale e dell’ammontare annuo della maggiorazione dell’assegno sociale.
La maggiorazione viene erogata in misura ridotta se il reddito del pensionato è compreso tra il reddito che ne consente la concessione in misura intera (ammontare annuo dell’assegno sociale) e quello che ne esclude la concessione (ammontare annuo dell’assegno sociale + ammontare annuo della maggiorazione dell’assegno sociale).
- per il pensionato coniugato, la somma del limite di reddito determinato come per il pensionato solo e l'ammontare annuo del trattamento minimo.

La maggiorazione viene erogata in misura ridotta se il reddito personale del pensionato è inferiore al limite di reddito previsto per il pensionato solo e se il reddito, cumulato con quello del coniuge, è compreso tra il limite che ne consente la concessione in misura intera (ammontare annuo del trattamento minimo + ammontare annuo dell’assegno sociale) e quello che ne esclude la concessione (ammontare annuo dell’assegno sociale + ammontare annuo della maggiorazione dell’assegno sociale + ammontare annuo del trattamento minimo).

TABELLE LIMITI DI REDDITO
Pensionati infrasettantacinquenni
Pensionati ultrasettantacinquenni

REVOCA O RIDUZIONE

Qualora al titolare di assegno sociale venga liquidata altra pensione e i redditi considerati superano il limite annuo, l’assegno sociale diventa indebito e va revocato dalla data di decorrenza della nuova pensione.

Per accertare la sussistenza del diritto all'assegno sociale, a seguito della concessione della nuova pensione, si procederà alla verifica reddituale - personale e familiare - ripartendo la somma degli arretrati e attribuendola a ciascun anno di competenza, come previsto da recente sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. A seguito di tale verifica l'assegno sociale potrà essere ridotto o revocato.

Peraltro, considerata la natura alimentare dell’assegno sociale, questo viene provvisoriamente lasciato in pagamento nelle more della definizione della nuova pensione, ed i ratei percepiti, divenuti indebiti, potranno essere recuperati in sede di liquidazione degli arretrati della nuova pensione (circ. 262/1991).

N.B.: Si precisa che, in via generale, la titolarità di pensione non costituisce impedimento alla liquidazione dell’assegno sociale quando non risulti superato il limite di reddito applicabile in relazione allo stato di famiglia del pensionato (risposta a quesito S.R. Marche del 26.9.2003).

TITOLARI DI ASSEGNI SOCIALI RICOVERATI
Qualora l’interessato sia ricoverato in istituti o comunità con retta a totale carico di Enti pubblici, l'assegno sociale verrà ridotto sino ad un massimo del 50% (circ. 65/2003).

Nel caso in cui la retta presso i predetti istituti o comunità sia parzialmente a carico dell’interessato o dei suoi familiari, l’assegno sociale viene corrisposto:

- in misura intera, se l’importo della retta a carico dell’interessato o dei familiari risulta pari o superiore al 50% dell’assegno sociale;
- in misura ridotta del 25%, se l’importo della retta a carico dell’interessato o dei familiari risulta inferiore al 50% dell’assegno sociale.

ASSEGNO SOCIALE AI MINORATI CIVILI
Agli invalidi civili che hanno maturato i 65 anni di età dal 1° gennaio 1996 spetta l'assegno sociale sostitutivo dell’assegno erogato dal Ministero dell’Interno.

Ai fini dell'accertamento reddituale per la concessione dell’assegno sociale si tiene conto, come per i minorati civili soltanto del reddito personale e in nessun caso si valuta il reddito del coniuge (msg. 18883/1997).

Dovranno essere presi in considerazione i soli redditi assoggettati a IRPEF, con esclusione dei redditi esenti (pensioni di guerra, provvidenze economiche in favore di minorati civili) o comunque non computabili agli effetti dell’IRPEF (rendite INAIL), secondo quanto stabilito dall'art. 14 septies l. 33/1980.

Nel caso in cui il titolare di assegno sociale derivante da invalidità civile superi in un anno il previsto limite di reddito, non si dovrà procedere alla revoca della pensione, ma si dovrà sospendere la pensione nel solo anno in cui si è superato il limite di reddito (Msg. 1338/1994).
In caso di erogazione di arretrati per la determinazione del limite di reddito questi non vanno considerati nel loro importo complessivo, ma nelle quote maturate per ciascun anno di competenza (cosiddetto "criterio di competenza", risposta a quesito S.R. Calabria del 30.1.2007).

Nel caso di soggetti pluriminorati, il cumulo delle provvidenze per i mutilati ed invalidi civili con quelle spettanti per invalidità di guerra, di lavoro, di servizio, nonché per cecità e sordomutismo, è possibile solo in presenza di minorazioni e malattie di tipo diverso e sempre che ricorrano tutti i requisiti prescritti per il diritto alle singole provvidenze (circ. 749/1984).

Per l'anno 2010, l'importo base dell' Assegno Sociale in trasformazione, spettante agli invalidi civili e ai sordomuti, è di 335,13 euro mensili.
Per avere diritto all'aumento fino all'importo mensile di 411,53 euro, ossia beneficiare in misura intera o ridotta degli aumenti di 76,40 euro mensili, previsti dalle leggi finanziarie del 1999 e 2001 (art. 67 legge n. 448/98 e art. 52 legge n. 488/99), viene preso a riferimento oltre al reddito personale dell'invalido anche quello del coniuge.

Per maggiori informazioni o per fissare un appuntamento, contattaci.

Informazioni aggiuntive

Pubblicato in Servizi Patronato
Mercoledì, 27 Agosto 2014 14:26

Indennità di comunicazione

COS'E'

E’ la prestazione che spetta a qualsiasi età al solo titolo della minorazione indipendentemente dalle condizioni economiche .

Requisiti sanitari
Per il diritto all’indennità è necessario che i richiedenti siano stati riconosciuti dalla competente commissione medica della Asl integrata dal medico Glossary Link Inps affetti da ipoacusia pari o superiore a 60 decibel htl nell'orecchio migliore (se di età fino a 12 anni) ovvero superiore a 75 decibel htl nell'orecchio migliore (dopo il 12° anno di età).

Compatibilità
E' compatibile con il ricovero a totale carico dello Stato e con l'attività lavorativa.
E' cumulabile, in caso di pluriminorazioni, con le indennità di accompagnamento degli invalidi e ciechi civili.

Misura
L'importo è per il 2011 di € 243,10 ed è erogato per 12 mensilità annue.

Per maggiori informazioni o per fissare un appuntamento, contattaci.

Informazioni aggiuntive

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Martedì, 17 Giugno 2014 13:44

Assegno al nucleo familiare

L'assegno al nucleo familiare (ANF) costituisce un sostegno per le famiglie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati da lavoro dipendente, i cui nuclei familiari siano composti da più persone e che abbiano redditi inferiori a quelli determinati ogni anno dalla Legge.

A CHI SPETTA
L’Assegno per il nucleo familiare spetta ai lavoratori  dipendenti, ai lavoratori dipendenti agricoli, ai lavoratori domestici, ai lavoratori iscritti alla gestione separata, ai titolari di pensioni (a carico del fondo pensioni lavoratori dipendenti, fondi speciali ed Glossary Link Enpals), ai titolari di prestazioni previdenziali ed ai lavoratori in altre situazioni di pagamento diretto.

MISURA DELLA PRESTAZIONE
È calcolata secondo la tipologia del nucleo familiare, del numero dei componenti il nucleo familiare e del Glossary Link reddito complessivo del nucleo stesso, con previsione di importi e fasce reddituali più favorevoli per situazioni di particolare disagio (esempio: nuclei monoparentali o con componenti inabili).

L’importo dell’assegno è pubblicato annualmente dall’ Glossary Link Inps in tabelle di validità dal 1° luglio di ogni anno al 30 giugno dell’anno seguente. (circ. Inps n.84 del 23/05/2013)
 
COMPOSIZIONE DEL NUCLEO FAMILIARE
Gli ANF spettano per nucleo familiare che può essere composto da:
  •  il richiedente lavoratore o il titolare della pensione;
  •  il coniuge che non sia legalmente ed effettivamente separato, anche se non convivente, o che non abbia abbandonato la famiglia (gli stranieri poligami nel loro paese possono includere nel proprio nucleo familiare solo una moglie);
  •  i figli ed equiparati di età inferiore a 18 anni, conviventi o meno;
  •  i figli ed equiparati maggiorenni inabili, purché non coniugati, previa autorizzazione.
  • Sono considerati inabili i soggetti che, per difetto fisico o mentale, si trovano nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi a proficuo lavoro;
  •  i figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni compiuti ed inferiore ai 21 anni compiuti, purché facenti parte di "nuclei numerosi", cioè nuclei familiari con almeno 4 figli tutti di età inferiore ai 26 anni, previa autorizzazione;
  •  i fratelli, le sorelle del richiedente e i nipoti (collaterali o in linea retta non a carico dell'ascendente), minori o maggiorenni inabili, solo nel caso in cui essi sono orfani di entrambi i genitori, non abbiano conseguito il diritto alla pensione ai superstiti e non siano coniugati, previa autorizzazione.
  •  i nipoti in linea retta di età inferiore a 18 anni, viventi a carico dell'ascendente, previa autorizzazione;
Il nucleo per i titolari di pensione ai superstiti ha diritto all’ANF se composto dal coniuge superstite che ha titolo alla pensione e dai figli ed equiparati di età inferiore a 18 anni o maggiorenni inabili titolari o contitolari della pensione. Il nucleo familiare può essere composto da una sola persona se il diritto alla pensione ai superstiti è riconosciuto a orfano minorenne, vedova minorenne o maggiorenne inabile.
 
DOMANDA
Deve essere presentata per ogni anno a cui si ha diritto:
  1. al proprio datore di lavoro, nel caso in cui il richiedente svolga attività lavorativa dipendente, utilizzando il modello ANF/DIP (SR16). In tale caso, il datore di lavoro deve corrispondere l'assegno per il periodo di lavoro prestato alle proprie dipendenze, anche se la richiesta è stata inoltrata dopo la risoluzione del rapporto nel termine prescrizionale di 5 anni.
  2. all’Inps nel caso in cui il richiedente sia addetto ai servizi domestici, operaio agricolo dipendente a tempo determinato, lavoratore iscritto alla gestione separata, ovvero abbia diritto agli assegni come beneficiario di altre prestazioni previdenziali, attraverso uno dei seguenti canali:
    • WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino munito di PIN attraverso il portale dell’Istituto - servizio di “Invio OnLine di Domande di prestazioni a Sostegno del reddito”;
    • Contact Center - attraverso il numero 803164 gratuito da rete fissa o il numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico
    • Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;

Qualsiasi variazione intervenuta nel reddito e/o nella composizione del nucleo familiare, durante il periodo di richiesta dell'ANF, deve essere comunicata entro 30 giorni. 
Se la domanda viene presentata per uno o per  più periodi pregressi, gli arretrati spettanti vengono corrisposti nel limite massimo di 5 anni (prescrizione quinquennale).

AUTORIZZAZIONE
Se l’erogazione degli ANF è effettuata dal datore di lavoro è necessaria l’autorizzazione nei casi in cui:

  • venga richiesta l’inclusione di determinati familiari nel nucleo (fratelli, sorelle, etc.)
  • nei casi di possibile duplicazione di pagamento (separazione, figli naturali, etc.)
  • per applicare l’aumento dei livelli reddituali (nuclei monoparentali, nuclei che comprendono familiari inabili a proficuo lavoro)
  • nei casi in cui il coniuge non sottoscriva la dichiarazione di responsabilità nel modello ANF/DIP
In tali casi l’utente deve presentare domanda di autorizzazione all’Inps, allegando la documentazione necessaria (ovvero relativa dichiarazione sostitutiva), utilizzando uno dei seguenti canali:
  • WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino munito di PIN attraverso il portale dell’Istituto - servizio di “Invio OnLine di Domande di prestazioni a Sostegno del reddito – funzione Autorizzazioni Anf”;
  • Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;
  • Contact - Center attraverso il numero 803164 gratuito da rete fissa o il numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico.
In seguito l’Inps rilascia all'utente il modello di autorizzazione ANF43 e l’utente presenta la domanda (ANF/DIP) al datore di lavoro con allegato il modello ANF43.
Se l’erogazione degli ANF è effettuata dall'Inps, in presenza di domande per i casi indicati di seguito, l’utente presenta  la richiesta di liquidazione ANF con allegata la documentazione/ dichiarazione sostitutiva necessaria alla definizione della domanda stessa ma non è previsto il rilascio dell’autorizzazione ANF.
Casi in cui è prevista l’autorizzazione:
  • per figli ed equiparati di coniugi legalmente separati o divorziati, o in stato di abbandono;
  • per figli nati fuori dal matrimonio e riconosciuti da entrambi i genitori;
  • per figli del coniuge nati da precedente matrimonio;
  • per fratelli sorelle e nipoti orfani di entrambi i genitori e non aventi diritto a pensione ai superstiti;
  • per nipoti in linea retta a carico dell’ascendente (nonno/a);
  • per familiari minorenni incapaci di compiere gli atti propri della loro età (se non sono in possesso di documenti attestanti il diritto all'indennità di accompagnamento ex lege n. 18 del 1980 o ex artt. 2 e 17 ex lege n. 118 del 1871 o di frequenza ex lege n. 289 del 1990);
  • per familiari maggiorenni inabili (se non sono in possesso di documenti attestanti l’inabilità al 100%);
  • per minori in accasamento eterofamiliare;
  • per familiari di cittadino italiano, comunitario, straniero di stato convenzionato, che siano residenti all'estero;
  • per figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni compiuti ed inferiore ai 21 anni compiuti, purché facenti parte di "nuclei numerosi", cioè nuclei familiari con almeno 4 figli tutti di età inferiore ai 26 anni;
  • nel caso di mancato rilascio della prevista dichiarazione del coniuge del richiedente sul modulo di domanda ANF/DIP da presentare per la richiesta di ANF al datore di lavoro.

DECORRENZA E VARIAZIONE

Il diritto all'assegno decorre dal primo giorno del periodo di paga o di pagamento della prestazione previdenziale, per la quale è prevista l’erogazione accessoria degli assegni per il nucleo familiare, nel corso del quale si verificano le condizioni prescritte per il riconoscimento del diritto (ad es.: celebrazione o riconoscimento del matrimonio, nascita o adozione di figli) e cessa alla fine del periodo in corso alla data in cui le condizioni stesse vengono a mancare (ad es.: separazione legale del coniuge, conseguimento della maggiore età da parte del figlio). Qualora spettino assegni giornalieri, il diritto decorre e ha termine dal giorno in cui si verificano o vengono a mancare le condizioni prescritte.

Non possono essere erogati complessivamente più di 6 assegni giornalieri per ciascuna settimana e 26 per ogni mese.
Per i pagamenti subordinati ad autorizzazione da parte dell'Inps la data iniziale dell'erogazione e quella finale di scadenza della relativa validità risultano dalle indicazioni contenute nell'autorizzazione stessa.
 
REDDITI DEL NUCLEO
I redditi del nucleo familiare da prendere in considerazione per la concessione dell'assegno sono quelli assoggettabili all'Irpef al lordo delle detrazioni d' Glossary Link imposta, degli Glossary Link oneri deducibili e delle ritenute erariali.
Sono da prendere in considerazione anche i redditi esenti da imposta o soggetti alla ritenuta alla fonte a titolo di imposta o imposta sostitutiva, se superiori complessivamente a € 1.032,91, prodotti nell'anno solare precedente il 1° luglio di ogni anno e hanno valore fino al 30 giugno dell'anno successivo.
Pertanto, se la richiesta di assegno per il nucleo familiare riguarda periodi compresi nel 1° semestre, da gennaio a giugno, i redditi da dichiarare sono quelli conseguiti 2 anni prima, mentre, se i periodi sono compresi nel 2° semestre, da luglio a dicembre, i redditi da dichiarare sono quelli conseguiti nell'anno immediatamente precedente.

Non devono essere dichiarati tra i redditi:

  • i trattamenti di fine rapporto comunque denominati e le anticipazioni sui trattamenti di fine rapporto;
  • i trattamenti di famiglia, comunque denominati, dovuti per legge;
  • le rendite vitalizie erogate dall'Inail, le pensioni di guerra, le pensioni tabellari ai militari di leva vittime di infortunio;
  • le indennità di accompagnamento agli invalidi civili, ai ciechi civili assoluti, ai minori invalidi che non possono camminare, ai pensionati di inabilità;
  • le indennità di comunicazione per sordi e le indennità speciali per i ciechi parziali;
  • gli indennizzi per danni irreversibili da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati;
  • gli arretrati di cassa integrazione riferiti ad anni precedenti quello di erogazione;
  • l'indennità di trasferta per la parte non assoggettabile ad imposizione fiscale;
  • gli assegni di mantenimento percepiti dal coniuge legalmente separato a carico del/della richiedente e destinati al mantenimento dei figli.

Il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere composto, per almeno il 70%, da reddito derivante da lavoro dipendente ed assimilato. 

IL PAGAMENTO
L'assegno viene pagato:

  • dal datore di lavoro, per conto dell'Inps, ai lavoratori dipendenti in attività, in occasione del pagamento della retribuzione;
  • direttamente dall'Inps nel caso in cui il richiedente sia addetto ai servizi domestici, operaio agricolo dipendente a tempo determinato, lavoratore di ditte cessate o fallite, ovvero abbia diritto agli assegni come beneficiario di altre prestazioni previdenziali.

Il pagamento effettuato direttamente dall’INPS è disposto tramite bonifico presso ufficio postale o  mediante accredito su conto corrente bancario o postale, indicando nella domanda il codice Glossary Link IBAN.

PAGAMENTO AL CONIUGE DELL’AVENTE DIRITTO
Il coniuge dell’avente diritto, alla corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare, può chiedere l’erogazione della prestazione purché non sia, a sua volta, titolare di un proprio diritto all’ANF determinato da un rapporto di lavoro dipendente oppure da una prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente.  L’accertamento dei requisiti che danno titolo al riconoscimento del diritto ed alla determinazione dell’importo dell’assegno continua ad avvenire con riferimento all’avente diritto.

La richiesta di pagamento da parte del coniuge deve essere presentata utilizzando il modello ANF 559.
 
PAGAMENTO IN CASO DI CONIUGI SEPARATI O DIVORZIATI
Nel caso di affidamento condiviso entrambi i genitori affidatari hanno diritto all’ANF e la scelta tra quale dei due genitori possa chiedere la prestazione è rimessa ad un accordo tra le parti. In mancanza di accordo l’autorizzazione alla percezione dell’assegno viene concessa al genitore convivente con i figli.
Tale diritto resta in capo al genitore affidatario anche quando questi non sia titolare in proprio di un diritto a richiedere la prestazione familiare (poiché non lavoratore o non titolare di pensione), e viene esercitato in virtù della posizione tutelata dell' ex coniuge, sempre che i requisiti di fatto, ossia i redditi del nucleo dell’affidatario, ammettano il riconoscimento al diritto all’assegno per il nucleo familiare.
 
PAGAMENTO AL GENITORE CONVIVENTE CON FIGLIO NATO FUORI DAL MATRIMONIO
Il genitore convivente con il minore nato fuori del matrimonio, privo di autonomo diritto, può chiedere il pagamento degli ANF sulla posizione dell’altro genitore lavoratore dipendente non convivente.  Il pagamento terrà conto dei redditi del genitore convivente.

fonte INPS.

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA ASSEGNI FAMILIARI

  • Carta di Identità del richiedente;
  • Codici fiscali di tutti i componenti del nucleo;
  • Glossary Link Autocertificazione dello stato di famiglia;
  • Dichiarazioni reddituali o in mancanza certificazione unica relative l'anno precedente;
  • Modello SR16.

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA AUTORIZZAZIONE ASSEGNI FAMILIARI

  • Carta di Identità del richiedente e dell'altro genitore;
  • Codici fiscali di tutti i componenti del nucleo;
  • Autocertificazione dello stato di famiglia;
  • Ultima busta paga;
  • Sentenza di separazione o divorzio;
  • Modulo di Autorizzazione dell'altro genitore;
  • Eventuale precedente autorizzazione.

Informazioni aggiuntive

Pubblicato in Servizi Patronato
Martedì, 29 Gennaio 2013 12:01

Reddito di garanzia

Che cos'è

Si tratta di una forma di sostegno economico, consistente in un’erogazione monetaria finalizzata ad integrare una condizione economica del nucleo familiare insufficiente rispetto ai bisogni generali della vita.

Chi può richiederlo

Hanno diritto a presentare domanda i nuclei familiari in possesso dei seguenti requisiti:

  • presenza di almeno un componente con residenza di più di tre anni continuativi in un comune della Provincia di Trento al momento della domanda;
  • ICEF ATTUALIZZATA (indicatore di condizione economica familiare), considerando tutti i componenti del nucleo, anche se non in possesso dei tre anni di residenza, inferiore allo 0,13;
  • sottoscrizione, contestuale alla presentazione della domanda, della dichiarazione di disponibilità immediata all'accettazione di un impiego da parte di tutti i componenti il nucleo privi di occupazione e in grado di assumere o riassumere un Glossary Link ruolo lavorativo.
     Approfondisci;

Documentazione richiesta

  • documento di identità e Glossary Link codice fiscale del Glossary Link dichiarante;
  • Certificazione rilasciata ai sensi della legge 5 feb.92, n.104, attestante l’handicap psicofisico permanente o l’invalidità sup. al 66% (in caso di visita di Glossary Link accertamento invalidità sostenuta nel 2013 portare certificato di invalidità precedente e successivo all'eventuale revisione della percentuale di invalidità);
  • dichiarazione ICEF ATTUALIZZATA;
  • ultima domanda di Glossary Link reddito di garanzia presentata presso un Glossary Link Patronato;
  • saldo banca alla fine del mese precedente la domanda;
  • ultime due buste paga o ricevute disoccupazione, mobilità, maternità e altri pagamenti;
  • per lavoratori disoccupati attestato di iscrizione all'Agenzia del Lavoro (C2 storico);
  • contratto di affitto e ricevuta ultimo canone pagato / eventuali importi ricevuti a titolo di contributo per l'affitto;
  • indicare i metri quadrati CALPESTABILI dell’abitazione di residenza di proprietà o in affitto;
  • codice Glossary Link IBAN;
  • eventuale altra documentazione necessaria all'istruzione della pratica (su indicazione del Servizio Sociale).

Il modello ICEFICEF ATTUALIZZATO sono gratuiti fissa un appuntamento! Contattaci.

Pubblicato in Servizi Patronato
Mercoledì, 27 Agosto 2014 13:56

Riconoscimento infortunio in itinere

COS'E'

E’ l’evento dannoso nel quale il lavoratore può incorrere nel percorso casa-lavoro e ritorno, ed anche nel percorso effettuato dal luogo di lavoro al luogo di ristoro per il pranzo.

Il riconoscimento di tale incidente è subordinato alla presenza di determinate condizioni.
L'infortunio in itinere può essere riconosciuto dall'Inail e quindi indennizzato quando sono accertate le finalità lavorative, la normalità del tragitto e la percorrenza in orari confacenti con quelli lavorativi.

Anche l'utilizzo della propria vettura per recarsi al lavoro, è subordinato ad alcune regole.
Un limite al riconoscimento di tale infortunio è rappresentato dall'utilizzo del mezzo privato rispetto a quello pubblico. Infatti, se il lavoratore riesce a dimostrare che, per affrontare il percorso per recarsi dalla propria abitazione al posto di lavoro e viceversa, deve utilizzare la propria autovettura, per inesistenza del mezzo pubblico, o perché gli orari di percorrenza del stesso mezzo pubblico non sono confacenti con quelli lavorativi, ha la possibilità di ottenere il riconoscimento dell'evento da parte dell'Inail e conseguentemente ha diritto alla prestazione economica.

Le modalità della domanda e i termini di revisione per l’infortunio in itinere sono i medesimi che in caso di infortunio.

Per maggiori informazioni o per fissare un appuntamento, contattaci.

Informazioni aggiuntive

Pubblicato in Servizi Patronato
Lunedì, 25 Agosto 2014 09:53

Indennità per maternità

CHE COS'E'

Il Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e di sostegno della maternità e paternità, Dlgs 151 /2001, attualmente in vigore, armonizza e coordina tutta la precedente legislazione riguardante i diritti dei genitori che lavorano come subordinati,, sia nel settore pubblico che i n quello privato, inoltre gli autonomi, i liberi professionisti e tutti i “ nuovi lavori”.

Il Testo Unico si occupa anche dei vari assegni a sostegno di padri e madri che non hanno Glossary Link reddito o un reddito saltuario e discontinuo.

Per maggiori informazioni o per fissare un appuntamento, contattaci.

Informazioni aggiuntive

Pubblicato in Servizi Patronato
Mercoledì, 27 Agosto 2014 13:08

Assegno ordinario di invalidità

REQUISITI

L’assegno ordinario di invalidità è una prestazione non reversibile, prevista per i lavoratori dipendenti privati ed i lavoratori autonomi legata a due condizioni: il versamento di Glossary Link contributi per almeno cinque anni dei quali tre nell'ultimo quinquennio, e il riconoscimento da parte dell’ufficio medico legale dell’ Glossary Link Inps che “la capacità di lavoro dell’assicurato, in occupazioni confacenti alle sue attitudini, sia ridotta in modo permanente, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, a meno di un terzo”.

DURATA

L’assegno ha durata triennale. Prima della scadenza del triennio, è necessario fare la domanda di rinnovo e sottoporsi di nuovo a visita medica perché l’Inps confermi la diagnosi medico legale ed il conseguente diritto alla percezione della prestazione. Dopo il secondo rinnovo l’assegno è considerato permanente, fatti salvi i controlli che l’istituto di previdenza può comunque effettuare per accertarsi che le condizioni sanitarie non siano mutate.
Al compimento dell’età pensionabile l’assegno ordinario di invalidità si trasforma in pensione di vecchiaia.

MISURA E DECORRENZA

L’importo dell’assegno è calcolato sulla base dei contributi versati all'atto della domanda e, laddove la normativa lo consenta, è prevista l’integrazione al trattamento pensionistico minimo, a condizione che non si superino i limiti di Glossary Link reddito personali e coniugali sotto indicati:

Pensionato singolo 2 volte l'importo annuo dell'assegno sociale
(per il 2011 € 10.849,80)
Pensione coniugato 3 volte l'importo annuo dell'assegno sociale
(per il 2011 € 16.274,70)
E’ possibile continuare a lavorare pur essendo titolari dell’assegno e la contribuzione versata può essere utile alla liquidazione di un supplemento. L’importo dell’assegno in questo caso è ridotto in relazione alla retribuzione percepita come da tabella G allegata alla legge 335/95:

Redditi Percentuale di riduzione
Reddito superiore a 4 volte il trattamento minimo (€ 24.306,36 nel 2011) 25% dell'importo dell'assegno
Reddito superiore a 5 volte il trattamento minimo (€ 30.382,95 nel 2011) 50% dell'importo dell'assegno
L’assegno decorre dal mese successivo alla data di presentazione della richiesta.

Contribuzione figurativa
I periodi di percezione dell’assegno ordinario di invalidità danno luogo ad accredito di contribuzione figurativa valida ai soli fini del diritto, e non dell'importo, della pensione di vecchiaia. Nel caso in cui l’assegno venga revocato per mancanza del requisito sanitario, tale contribuzione viene cancellata.

Assegno ordinario di invalidità e rendita Glossary Link Inail
Per le decorrenze dal 1° settembre 1995 i trattamenti di invalidità liquidati dall'Inps (assegno ordinario e pensione di inabilità) e la rendita Inail sono incumulabili se riferiti allo stesso evento o causa. In questo caso è liquidata interamente la prestazione dell' Inail e solo per la parte eccedente il trattamento previdenziale. Tale disposizione introdotta dalla riforma dell'agosto '95 coinvolge anche le pensioni liquidate prima dell'entrata in vigore della legge ma in tali fattispecie continua l'erogazione della prestazione Inps cristallizzata con riassorbimento dei miglioramenti di legge.

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Mod. 730

Assistenza per l'elaborazione del modello Glossary Link 730 e trasmissione all'Agenzia delle Entrate

Mod. Unico

Assistenza per l'elaborazione del modello UNICO e trasmissione all'Agenzia delle Entrate

Mod. ISEE

Assistenza per l'elaborazione del nuovo modello di dichiarazione Glossary Link ISEE

Mod. ICEF

Assistenza per l'elaborazione del modello Glossary Link ICEF

CU 2019

 
Servizio di stampa del mod. Glossary Link CU per i pensionati, disoccupati...