Mercoledì, 27 Agosto 2014 14:20

Istanza di ricongiungimento familiare

(art. 29 Decreto Legislativo 286/98)

Il cittadino straniero, titolare del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o di un permesso di soggiorno con durata non inferiore a un anno rilasciato per lavoro subordinato, autonomo, per asilo, per studio, motivi religiosi, motivi familiari e per protezione sussidiaria, può richiedere di essere raggiunto in Italia dai parenti più stretti, per poter tenere unita la sua famiglia.

La procedura è possibile per il coniuge maggiorenne non legalmente separato, i figli minori non coniugati (anche del coniuge o nati fuori del matrimonio), a condizione che l'altro genitore, qualora esistente, abbia dato il suo consenso. E’ prevista inoltre per i figli maggiorenni a carico, qualora per ragioni oggettive non possano provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione del loro stato di salute che comporti invalidità totale ovvero per genitori a carico, qualora non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza. E’ possibile presentare la domanda per genitori ultrasessantacinquenni, qualora gli altri figli nel Paese d’origine siano impossibilitati al loro sostentamento per gravi e documentati motivi di salute.

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Sabato, 09 Maggio 2015 13:51

Dis-Coll

E’ possibile richiedere la Dis-coll, l’indennità di disoccupazione per co.co.co. e co.co.pro. prevista dal Jobs act. Il 27 aprile, infatti, l’Inps ha pubblicato la circolare che chiarisce il meccanismo attraverso il quale ottenere l’assegno, avviato in via sperimentale per il 2015.

A CHI SPETTA

La Dis-coll intende assicurare un sostegno a co.co.co. e co.co.pro., esclusi amministratori e sindaci, che hanno perso il lavoro tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2015. Per comprovare il proprio status di disoccupato, il richiedente deve prima presentarsi al centro per l’impiego, dichiarare l’attività lavorativa appena cessata e l’immediata disponibilità a trovare lavoro. I beneficiari devono essere iscritti solo alla gestione separata dell’ Glossary Link Inps, non possono essere pensionati né avere partita Glossary Link Iva. Inoltre, devono avere versato almeno tre mesi di Glossary Link contributi a partire dal 1 gennaio 2014, di cui una mensilità nel 2015. Quest’ultimo requisito sarà soddisfatto anche con un mese di lavoro che abbia generato un Glossary Link reddito pari ad almeno 647,83 euro. Bisogna poi considerare che la Dis-coll sostituisce l’indennità una tantum prevista dalla legge Fornero. Pertanto le domande di questo ammortizzatore presentate tra l’1 gennaio e il 27 aprile 2015, che facciano riferimento a una perdita di lavoro avvenuta quest’anno, saranno gestite come richieste di Dis-coll.

COME FARE DOMANDA

La richiesta di Dis-coll deve essere presentata entro 68 giorni dalla perdita del lavoro. Per gli eventi di disoccupazione compresi tra il 1 gennaio e oggi, invece, il termine dei 68 giorni scatta dal 27 aprile, giorno della pubblicazione della circolare Inps, e arriva quindi fino al 4 luglio. La domanda dovrà essere inoltrata per via telematica, attraverso il sito dell’Inps. Tuttavia, questa funzione sarà attiva solo a partire dall’11 maggio. Chi voglia inoltrare la richiesta prima di questa data potrà farlo anche in forma cartacea. L’utente dovrà scaricare il modulo dal sito dell’Inps, sotto la sezione “Moduli” e poi “Prestazioni a sostegno del reddito“, per poi compilarlo e consegnarlo a una sede dell’sitituto di previdenza o a un ente di Glossary Link patronato. Oppure potrà mandare una mail alla struttura Inps competente via posta elettronica certificata.

IMPORTO DEL BENEFICIO

L’importo della Dis-coll è pari al 75% del reddito medio mensile del beneficiario, nel caso la cifra non superi i 1.195 euro. In caso contrario, a questa somma andrà aggiunta una quota pari al 25% della differenza tra il reddito medio mensile e i 1.195 euro. In ogni caso, l’assegno non potrà superare i 1.300 euro mensili. Tuttavia, a partire dalla quarta mensilità, l’importo della Dis-coll si riduce del 3% ogni mese.

DURATA DEL BENEFICIO

Il versamento dell’indennità dura per un numero di mesi pari alla metà di quelli di contribuzione a partire dal 1 gennaio 2014. Nel conteggio non si calcolano i periodi che hanno già generato erogazioni della prestazione. In ogni caso, la Dis-coll non può essere versata per più di sei mesi. L’indennità spetta a partire dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro se la domanda è presentata entro questo periodo o, in caso contrario, dal giorno successivo alla richiesta. Per mantenere il diritto a percepire l’indennità bisogna partecipare alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai centri per l’impiego. In caso contrario l’erogazione dell’assegno sarà interrotta. La Dis-coll sarà stoppata anche nel caso in cui il beneficiario trovi un’occupazione, dia inizio a un’attività autonoma o raggiunga i requisiti per andare in pensione.

 

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Mercoledì, 27 Agosto 2014 14:21

Istanza di concessione di cittadinanza italiana

(art.5 – art.9 L.91/92)

Per residenza in Italia
Per matrimonio con cittadino italiano

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Mercoledì, 21 Febbraio 2018 08:34

Ape Sociale

L'APE SOCIALE è un'indennità a carico dello stato per soggetti in stato di difficoltà.

SOGGETTI INTERESSATI

- Disoccupati che abbiano avuto almeno 18 mesi di lavoro dipendente nei 3 anni precedenti e che non abbiano percepito indennità di mobilità ASPI e NASPI nei tre mesi precedenti alla presentazione della domanda;

- Caregivers nonché lavoratori dipendenti o autonomi che assistono da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o parenti o un affine di secondo grado conviventi settant'anni o che siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;

- Invalidi: Lavoratori autonomi o dipendenti Invalidi con un'invalidità superiore o uguale al 74%;

- Lavori cd. gravosi che abbiano svolto lavori gravosi per almeno sei anni nei precedenti 7 antecedenti la domanda o almeno 7 anni negli ultimi 10.

Tra cui:

- Operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici;
- Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
- Conciatori di pelli e di pellicce;
- Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
- Conduttori di mezzi pesanti e camion;
- Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
- Addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
- Insegnanti della scuola dell'infanzia e educatori degli asili nido;
- Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;
- Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
- Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

REQUISITI

- aver compiuto il 63 anno di età
- soggetti che maturano il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi.
- non essere titolari di pensione diretta
- soggetti che hanno almeno 30 anni di anzianità contributiva. Per i lavoratori che svolgono attività difficoltose o rischiose l’anzianità contributiva minima richiesta è di 36 anni.

IMPORTO

L'indennità viene corrisposta per 12 mensilità all'anno fino al conseguimento della pensione di vecchiaia o al raggiungimento di quella anticipata per l’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione per un massimo di 1500 euro (se la pensione è pari o maggiore di detto importo). L’importo dell’indennità non è rivalutato.

CASI PARTICOLARI

- È compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa dipendente o parasubordinata soltanto nel caso in cui i relativi redditi non superino gli 8.000 euro annui e con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo nel limite di Glossary Link reddito di 4.800 euro annui.

- Per i dipendenti pubblici che cessano l’attività e che richiedono l’APE sociale i termini di pagamento delle prestazioni di fine servizio iniziano dal compimento dell’età per la pensione di vecchiaia e in base alle norme vigenti che regolano la corresponsione del trattamento di fine servizio comunque denominato.

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Mercoledì, 27 Agosto 2014 14:15

Rinnovo permesso di soggiorno

(artt. 5, 5 bis,21,22 del Decreto Legislativo n. 286/98 e succ. mod. artt 9, 13, 14 D.P.R. 394/99 e succ. mod.)

Il permesso di soggiorno per lavoro subordinato è rilasciato a seguito della stipula del contratto di soggiorno. La durata del titolo è quella prevista dal contratto di soggiorno e comunque non può superare la durata di un anno per un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, di due anni per quello a tempo indeterminato.

Per ricevere assistenza gratuita ed inoltrare telematicamente la domanda,
rivolgersi alla sede Fenalca più vicina.

Richiesta di permesso di soggiorno per residenza elettiva

art. 11 DPR 394/99 e succ. mod.; Decreto Ministero Affari Esteri 12 luglio 2000)

Il titolo di soggiorno per residenza elettiva è rilasciato allo straniero che disponga di ampie risorse economiche, di proprietà immobiliari o di altra fonte lecita diversa dal lavoro.
E’ altresì rilasciato allo straniero che percepisca nel territorio dello Stato, assegni di pensioni o vitalizi italiani o riconosciuti dalle Autorità Italiane.

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In base alla Circolare Inps n. 88 del 22/05/2017 è possibile a partire dal 17 luglio 2017, richiedere il bonus nido per bimbi nati o adottati dal 1 gennaio 2016 al fine di pagare le rette degli asili nido o l'assistenza domiciliare in caso di patologie gravi che non permettano al minore di frequentare l'asilo. L'importo del contributo è di 1.000 euro annui stanziati mensilmente per un importo pari a 90,90 euro (ridotto e rapportato alla quota solo nel caso la retta del nido mensile sia inferiore a tale importo). Tale beneficio non è cumulabile con la Glossary Link detrazione fiscale richiesta in sede di dichiarazione e con voucher per l’acquisto di servizi all'infanzia se usufruiti nello stesso periodo.

Documenti necessari:

- Codice Glossary Link IBAN del genitore richiedente

Modello SR 163 per la Richiesta di pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito (tale modello deve essere fatto firmare e timbrare da un funzionario dell'istituto di credito o poste pressi il quale si intrattiene il rapporto di conto corrente). 

Per gli iscritti da gennaio 2017:

– Documentazione attestante l'avvenuto pagamento delle rette del genitore richiedente

Per gli iscritti da settembre 2017:

– Documento di iscrizione con pagamento di almeno una retta. In caso di asilo nido pubblico potrà invece essere allegata la documentazione che dimostri l'inserimento del minore in graduatoria e la previsione del pagamento differito.

Per l'assistenza a domicilio:

– Certificato rilasciato dal pediatra che attesti per l'intero anno di riferimento "l'impossibilità del bambino a frequentare gli asili nido in ragione di una grave patologia cronica". In questo caso, i 1.000 euro vengono versati in unica soluzione.

I requisiti alla presentazione della documentazione, oltre quanto già indicato, sono:

• cittadinanza italiana;

• cittadinanza UE;

• permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;

• carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell'Unione europea; (art. 10, decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30);

• carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza dell'Unione europea (art. 17, d.lgs. 30/2007);

• status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;

• residenza in Italia;

• relativamente al contributo asilo nido, il richiedente è il genitore che sostiene l'onere del pagamento della retta;

• relativamente al contributo per forme di assistenza domiciliare, il richiedente deve coabitare con il figlio e avere dimora abituale nello stesso comune.

 

Il modello è gratuito fissa un appuntamento! Contattaci.

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Lunedì, 25 Agosto 2014 09:35

Pensione di inabilità

CHE COS'E'

E' una pensione che spetta ai lavoratori dipendenti o autonomi affetti da un'infermità fisica o mentale.

I REQUISITI

Si può ottenere quando si verificano le seguenti condizioni: 

- un'infermità fisica o mentale, accertata dal medico dell'INPS, che provochi una assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa; 
- un'anzianità contributiva di almeno cinque anni, di cui tre versati nei cinque anni precedenti la domanda di pensione. 
- un’anzianità assicurativa presso l’Inps di almeno cinque anni.

Per ottenere la pensione di inabilità non si deve svolgere alcuna attività lavorativa.

La pensione di inabilità non è definitiva, può essere soggetta a revisione e non viene trasformata in pensione di vecchiaia. 
Nel calcolare l'importo, alle settimane di contribuzione maturate, viene aggiunto un bonus che copre il periodo mancante dalla decorrenza della pensione fino al raggiungimento di 55 anni di età per le donne e di 60 per gli uomini. 
Il bonus, tuttavia, non deve far superare complessivamente i 40 anni di anzianità contributiva. 
Per coloro che, al 31 dicembre 1995, avevano un'anzianità inferiore ai 18 anni, il bonus è calcolato con il sistema contributivo, come se il lavoratore inabile avesse l'età pensionabile di 60 anni, indipendentemente dal sesso e dalla gestione di appartenenza.

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Martedì, 26 Agosto 2014 13:01

Indennità di mobilità

CHE COS'E'

E' una prestazione che spetta ai lavoratori che sono stati collocati in mobilità dalla loro azienda a seguito di:
• esaurimento della cassa integrazione straordinaria;
• licenziamento per riduzione di personale o trasformazione di attività o di lavoro;
• licenziamento per cessazione dell'attività da parte dell'azienda.

I REQUISITI

Il lavoratore ne ha diritto quando:
• è iscritto nelle liste di mobilità compilate dai Centri per l'impiego;
• ha un'anzianità aziendale complessiva di almeno 12 mesi;
• può far valere almeno 6 mesi di effettivo lavoro, comprese ferie, festività, infortuni.

La durata varia in relazione all'età del lavoratore al momento del licenziamento e all'ubicazione dell'azienda.

I requisiti 
Età del lavoratore Aziende del centro-nord Aziende del mezzogiorno 
Fino a 39 anni 12 mesi 24 mesi 
da 40 a 49 anni 24 mesi 36 mesi 
da 50 anni 36 mesi 48 mesi

Generalmente l'indennità non può essere corrisposta per un periodo superiore alla anzianità aziendale del lavoratore.

In presenza di determinati requisiti di età e di contribuzione viene pagata fino al conseguimento del diritto alla pensione.

LA DOMANDA E LA DECORRENZA

La domanda di indennità va indirizzata all'Inps e presentata alla Sezione circoscrizionale per l'impiego entro 68 giorni dal licenziamento. L'indennità di mobilità decorre:
• dall'8° giorno dal licenziamento se la domanda è stata presentata entro i primi 7 giorni;
• dal 5° giorno successivo alla presentazione della domanda, negli altri casi.

L'IMPORTO

Per i primi 12 mesi: 100% del trattamento di Cassa integrazione straordinaria percepito o che sarebbe spettato nel periodo immediatamente precedente il licenziamento, nei limiti di un importo massimo mensile.
Per i periodi successivi: 80% del predetto importo.

In ogni caso l'indennità di mobilità non può superare un importo massimo mensile determinato di anno in anno, importo che dal 1° gennaio 2008 è di € 858,58 lordi mensili (netto € 808,44), elevato a € 1.031,93 lordi mensili (netto € 971,67) per i lavoratori che possano far valere una retribuzione lorda mensile superiore a € 1.857,48.

L'indennità è pagata ogni mese dall'Inps direttamente al lavoratore ed è sospesa quando l'interessato è assunto con contratto a tempo determinato o a tempo parziale.

Il trattamento si interrompe quando l'interessato:
• viene cancellato dalle liste di mobilità;
• viene assunto con contratto a tempo indeterminato;
• raggiunge il diritto alla pensione di vecchiaia, o diventa titolare di pensione di anzianità o anticipata, ovvero di pensione di inabilità o di assegno di invalidità senza aver optato per l'indennità di mobilità.

IL RICORSO

Nel caso in cui la domanda sia respinta l'interessato può presentare ricorso, in carta libera, al Comitato Provinciale dell'Inps, entro 90 giorni dalla data di ricezione della lettera con la quale si comunica il rifiuto.
Il ricorso, indirizzato al Comitato Provinciale, può essere:
• presentato agli sportelli della Sede dell'Inps che ha respinto la domanda;
• inviato alla Sede dell'Inps per posta con raccomandata con ricevuta di ritorno;
• presentato tramite uno degli Enti di Glossary Link Patronato riconosciuti dalla legge.

Al ricorso vanno allegati tutti i documenti ritenuti utili.

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Mercoledì, 27 Agosto 2014 13:32

Pensione sordomuti

I cittadini italiani e dell’Unione europea residenti nel nostro paese nonché gli extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno CE-SLP affetti da sordità congenita o acquisita durante l'età evolutiva (12 anni) che abbia impedito il normale apprendimento del linguaggio parlato, se in possesso degli ulteriori requisiti richiesti, possono accedere alle prestazioni previste dalla legge per i sordi.
La domanda segue le stesse modalità di invio telematico previste per gli invalidi civili ed i ciechi civili.

Pensione non reversibile
E’ la prestazione che spetta ai sordi di età compresa tra i 18 e i 65 anni.

Requisiti sanitari
Per il diritto alla prestazione è necessario che gli interessati siano stati riconosciuti affetti da sordità congenita o acquisita durante l'età evolutiva (12 anni) che abbia impedito il normale apprendimento del linguaggio parlato.

Requisiti reddituali
Il Glossary Link reddito da considerare è quello individuale ovvero posseduto dal solo richiedente anche se coniugato ed è riferito allo stesso anno se si tratta di prima liquidazione e all'anno precedente negli altri casi. In ogni caso i redditi da pensione vengono valutati nell'anno in corso.
Il limite di reddito è per il 2011 pari a 15.305,79.
I redditi da considerare e da escludere dal computo sono gli stessi previsti per le altre prestazioni di invalidità e cecità civile.

Compatibilità
E' compatibile con tutte le pensioni dirette di invalidità e con tutte le prestazioni dirette concesse per invalidità di guerra, di lavoro o di servizio.

Misura
L'importo è per il 2011 pari a € 260,27 ed è erogato per 13 mensilità annue.
Al pari delle altre prestazioni assistenziali per invalidità e cecità civile dal 1° gennaio 2001 è stato maggiorato di euro 10,33 alle condizioni previste dalla legge e al compimento del 60° anno di età è soggetto all’incremento fino a 603,87 per il 2011 semprechè sussistano i requisiti reddituali individuali e coniugali a tal fine previsti (vedi assegno sociale).
Al compimento del 65° anno di età in luogo della pensione non reversibile per sordità viene erogato l'assegno sociale sostitutivo.

Indennità di comunicazione
E’ la prestazione che spetta a qualsiasi età al solo titolo della minorazione indipendentemente dalle condizioni economiche .

Requisiti sanitari
Per il diritto all’indennità è necessario che i richiedenti siano stati riconosciuti dalla competente commissione medica della Asl integrata dal medico Glossary Link Inps affetti da ipoacusia pari o superiore a 60 decibel htl nell'orecchio migliore (se di età fino a 12 anni) ovvero superiore a 75 decibel htl nell'orecchio migliore (dopo il 12° anno di età).

Compatibilità
E' compatibile con il ricovero a totale carico dello Stato e con l'attività lavorativa.
E' cumulabile, in caso di pluriminorazioni, con le indennità di accompagnamento degli invalidi e ciechi civili.

Misura
L'importo è per il 2011 di € 243,10 ed è erogato per 12 mensilità annue.

Assegno sociale sostitutivo
L’assegno mensile di assistenza e la pensione di invalidità per gli invalidi civili, così come la pensione non reversibile per i sordi, sono sostituiti dall’assegno sociale al compimento del 65° anno del titolare.
Gli invalidi civili e i sordi che hanno compiuto i 65 anni di età entro il 31 dicembre 1995 (i nati entro il 1930) continuano a percepire, come sostitutiva della precedente prestazione, la pensione sociale.

Requisiti reddituali
Ai fini dell’assegno sociale sostitutivo, gli invalidi civili parziali devono far riferimento al limite individuale previsto per la generalità dei richiedenti l'assegno sociale (importo annuo dell’assegno stesso).
Gli invalidi civili totali ed i sordi devono far riferimento allo stesso limite reddituale previsto per la concessione della originaria pensione di invalidità civile e della pensione non reversibile (per il 2011 € 15.305,79) .
Si considerano gli stessi redditi previsti per il diritto alle prestazioni di invalidità civile e sordità (vedi assegno mensile di assistenza) ovvero solo quelli individuali valutabili agli effetti dell'Irpef, con esclusione della pensione di guerra e della rendita dell'Inail.
Si individuano i redditi riferiti all'anno in corso in sede di prima liquidazione, mentre si fa riferimento ai redditi dell'anno precedente negli altri casi. I redditi da pensione vanno sempre valutati nell'anno in corso.
Tali requisiti permangono anche nel caso in cui, in sede di visita medica di verifica, non viene confermato il requisito sanitario che aveva dato luogo alla prestazione originaria

Misura
Alle condizioni reddituali sopra descritte si ha diritto a percepire l’assegno sociale sostitutivo nella misura prevista quale importo base ovvero senza gli aumenti, le maggiorazioni e l’incremento che sono stati disposti nei confronti della generalità degli ultrasessantacinquenni aventi diritto all’ assegno sociale.
Ai fini di tali miglioramenti, anche gli invalidi civili ed i sordi, sono vincolati necessariamente ai requisiti reddituali richiesti alla generalità degli ultrasessantacinquenni, quindi devono fare riferimento anche ai redditi posseduti dall’eventuale coniuge(vedi assegno sociale).

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Mercoledì, 27 Agosto 2014 13:54

Riconoscimento infortunio

I lavoratori sono spesso vittime di infortuni sul posto di lavoro, o possono contrarre una malattia nello svolgimento della propria attività.
L’Inail gestisce l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali. Le norme su tale materia sono molto complesse, in costante aggiornamento e non sempre conosciute.

Non sempre gli eventi denunciati all’Istituto assicuratore sono riconosciuti e conseguentemente indennizzati.
L’infortunio sul lavoro è l’incidente avvenuto per causa violenta, ovvero per un'azione traumatica, in occasione di lavoro, durante cioè l'espletamento dell'attività lavorativa, in grado di provocare un danno.

La causa violenta è quindi ogni fatto esterno, di forza efficiente, che agisce rapidamente e imprevedibilmente sull’organismo umano provocando una lesione. Ad esempio:

• energia meccanica: cadute, lesioni prodotte da macchine
• energia elettrica ed elettromagnetica: corrente elettrica, fulmine
• energia termica: colpo di calore o di freddo
• psichica: improvvisa e forte emozione con turbamento psichico
• microbica o virale: penetrazione nell’organismo di germi patogeni a seguito di contatto (epatiti, aids)
• tossica: assorbimento di sostanze venefiche in forma solida o gassosa

L'occasione di lavoro si realizza quando esiste un collegamento tra l’incidente e l’attività lavorativa effettuata. Il danno è la lesione certificata dal medico di pronto soccorso con diagnosi di assenza dal lavoro.

Domanda
In caso di infortunio il lavoratore deve avvertire immediatamente il datore di lavoro di quanto accaduto. In caso di impossibilità potrà intervenire il collega che ha assistito all'incidente. Il datore di lavoro dovrà provvedere ad effettuare la denuncia all'Inail non appena il lavoratore stesso, o un suo familiare, presenterà, entro 2 giorni dalla data del rilascio, il certificato del medico di pronto soccorso con prognosi superiore ai 3 giorni.
Se la prognosi dovesse essere inferiore, il datore di lavoro non ha l'obbligo di effettuare la denuncia. Se le cure, invece, dovessero proseguire, il lavoratore dovrà fornire anche i certificati compilati dal proprio medico curante.
Qualora il datore di lavoro non dovesse effettuare la denuncia, il lavoratore deve attivarsi e presentarla direttamente.

Ricaduta
Il lavoratore che ha subìto un infortunio, dopo la guarigione clinica, deve riprendere l'attività lavorativa.
A volte, però, può accadere che, per le conseguenze delle lesioni causate dall'incidente, il lavoratore debba interrompere, per sopravvenuta impossibilità fisico-psichica, l'attività lavorativa. Tale situazione patologica è definita "ricaduta" (riacutizzazione dei postumi infortunistici) e pertanto deve "riaprire" l'infortunio all'Inail.

Recidiva
La recidiva, a differenza della ricaduta, è un fatto nuovo, un nuovo infortunio e pertanto presuppone una nuova denuncia da parte del datore di lavoro.

Revisione (aggravamento)
La revisione è la procedura che permette di far rivedere nel tempo il danno subito a causa dell'infortunio. Può essere richiesta dall'assicurato o disposta dall'Inail entro tempi stabiliti dalla norma.

Per gli infortuni, la prima revisione può essere effettuata solo dopo che siano trascorsi un anno dalla data dell'infortunio e almeno 6 mesi dalla data di costituzione della rendita.

Nei primi 4 anni dalla data di costituzione della rendita, tutte le revisioni possibili (massimo 3) purché sia passato un anno di distanza dalla precedente.
Dopo il quadriennio è possibile una revisione alla fine del settimo anno dalla data di costituzione della rendita e l'ultima revisione deve essere proposta dal lavoratore o disposta dall'Inail, alla fine del decimo anno dalla data di costituzione della rendita.

Il procedimento per l'ultima revisione deve essere attivato improrogabilmente, entro un anno dalla scadenza dei 10 anni decorrenti dalla data di costituzione della rendita (data di decorrenza della prestazione stessa).

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Mod. 730

Assistenza per l'elaborazione del modello Glossary Link 730 e trasmissione all'Agenzia delle Entrate

Mod. Unico

Assistenza per l'elaborazione del modello UNICO e trasmissione all'Agenzia delle Entrate

Mod. ISEE

Assistenza per l'elaborazione del nuovo modello di dichiarazione Glossary Link ISEE

Mod. ICEF

Assistenza per l'elaborazione del modello Glossary Link ICEF

CU 2019

 
Servizio di stampa del mod. Glossary Link CU per i pensionati, disoccupati...