Martedì, 26 Agosto 2014 14:11

Pensione di anzianità

CHE COS'E'

È una prestazione economica, a domanda, erogata ai lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) ed alle forme sostitutive ed integrative, la cui pensione è liquidata con il sistema di calcolo retributivo o misto.

È richiesta la cessazione di qualsiasi tipo di attività lavorativa alle dipendenze di terzi alla data di decorrenza della pensione. L'eventuale ripresa dell'attività lavorativa dipendente da parte del lavoratore che consegue la pensione di anzianità non può in alcun caso coincidere con la data di decorrenza del trattamento pensionistico.

N.B.: Non è richiesta la cessazione se all'atto della domanda l’assicurato svolge attività lavorativa autonoma (coltivatori diretti, coloni e mezzadri, artigiani, commercianti e lavoratori parasubordinati) o attività in qualità di pescatore autonomo.

REQUISITI

Periodo dal 1.1.2008 al 30.6.2009.

La pensione di anzianità può essere concessa con almeno 35 anni di Glossary Link contributi solo se il lavoratore ha maturato anche il requisito anagrafico di:
• 58 anni di età, se il diritto alla pensione viene perfezionato con la sola contribuzione versata nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti ovvero versata in uno dei Fondi sostitutivi o integrativi;
• 59 anni di età, se il diritto alla pensione viene perfezionato con la sola contribuzione versata in una delle Gestioni Speciali dei lavoratori autonomi ovvero con contribuzione versata Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti e contribuzione versata in una delle Gestioni Speciali dei lavoratori autonomi: in entrambe fattispecie la pensione viene liquidata in una delle Gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

Periodo dal 1.7.2009

È stato introdotto il cosiddetto "sistema delle quote" in base al quale il diritto alla pensione si perfeziona al raggiungimento di una quota data dalla somma tra l'età anagrafica minima richiesta e almeno 35 anni di anzianità contributiva.

I lavoratori dipendenti e iscritti ai fondi pensioni sostitutivi ed integrativi che richiedono la pensione devono essere in possesso di un requisito anagrafico pari ad almeno:
• 59 anni di età e raggiungere quota 95, nel periodo dall’ 1.7.2009 al 31.12.2010;
• 60 anni di età e raggiungere quota 96, nel periodo dall’ 1.1.2011 al 31.12.2012;
• 61 anni di età e raggiungere quota 97, a partire dall’ 1.1.2013.

I lavoratori autonomi che richiedono la pensione devono essere in possesso di un requisito anagrafico pari ad almeno:
• 60 anni di età e raggiungere quota 96, nel periodo dall’ 1.7.2009 al 31.12.2010;
• 61 anni di età e raggiungere quota 97, nel periodo dall’ 1.1.2011 al 31.12.2012;
• 62 anni di età e raggiungere quota 98, a partire dall’ 1.1.2013.

Il requisito minimo contributivo di 35 anni per il raggiungimento della quota deve essere perfezionato escludendo la contribuzione figurativa per disoccupazione ordinaria e malattia.

Si può andare in pensione a prescindere dall'età se si possiede un’anzianità contributiva di almeno 40 anni. In tale ipotesi, se il requisito minimo dei 35 anni di contribuzione effettiva è stato raggiunto, si utilizza anche la contribuzione figurativa per disoccupazione e malattia.

N.B A decorrere dal 1° gennaio 2011 è prevista con gradualità - previa emanazione di circolare attuativa - la presentazione della domanda con modalità telematiche

QUANDO SPETTA

Requisiti maturati entro il 31.12.2010

Tutti i lavoratori che raggiungono i requisiti anagrafici e contributivi per il diritto alla pensione di anzianità possono ottenere la liquidazione della pensione nel rispetto delle cosiddette “finestre di accesso”.

Pertanto, i lavoratori che maturano i predetti requisiti nel corso dell'anno 2010 possono accedere alla pensione di anzianità con le seguenti "finestre":

Con meno di 40 anni di contributi

Decorrenza della pensione

Requisiti maturati entro il Lavoratori dipendenti Lavoratori autonomi
30 giugno 2010 1° gennaio 2011 1° luglio 2011
31 dicembre 2010 1° luglio 2011 1° gennaio 2012

Con almeno 40 anni di contributi

Decorrenza della pensione

Requisiti maturati entro il Lavoratori dipendenti Lavoratori autonomi
31 marzo 2010 1° luglio 2010 se 57 anni di età entro il 30 giugno 1° ottobre 2010
30 giugno 2010 1° ottobre 2010 se 57 anni di età entro il 30 settembre 1° gennaio 2011
30 settembre 2010 1° gennaio 2011 1° aprile 2011
31 dicembre 2010 1° aprile 2011 1° luglio 2011

Requisiti maturati dopo 31.12.2010

I lavoratori che, a partire dal 1.1.2011, perfezionano i requisiti anagrafici previsti, fermo restando il requisito di anzianità contributiva non inferiore a 35 anni (cosiddetto sistema delle "quote") ovvero che, indipendentemente dall'età, maturano almeno 40 anni di contribuzione possono accedere alla pensione di anzianità con un "differimento" di:
• 12 mesi dalla data di maturazione dei citati requisiti se la pensione viene liquidata a carico del Fondo Lavoratori Dipendenti e dei fondi pensioni sostitutivi ed integrativi dell’Assicurazione Generale Obbligatoria;
• 18 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti se la prestazione viene viene liquidata in una delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (coltivatori diretti, coloni e mezzadri, artigiani e commercianti)

La decorrenza della pensione è fissata dal primo giorno del mese successivo allo scadere dei mesi di differimento previsti.

La previgente disciplina in materia di accesso alla pensione di anzianità (cosiddetto sistema "delle finestre") continua a trovare applicazione;
• per i lavoratori che, in relazione a quanto previsto dal contratto collettivo, hanno comunicato all'azienda di volersi dimettere e che, quindi, erano in "preavviso" alla data del 30 giugno 2010 a condizione che perfezionino i requisiti anagrafici e contributivi richiesti entro la data di cessione del rapporto di lavoro.
• lavoratori per i quali viene meno il titolo abilitante allo svolgimento della specifica attività lavorativa per raggiungimento del limite di età

Le disposizioni in materia di decorrenza della pensione di anzianità continuano ad applicarsi, inoltre, nel limite massimo di 10.000 unità, ai lavoratori:
• collocati in mobilità "ordinaria" (articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223 e successive modificazioni ed integrazioni) sulla base di accordi sindacali stipulati prima del 30 aprile 2010 a condizione che perfezionino i requisiti anagrafici e contributivi richiesti per il pensionamento nel periodo di fruizione della relativa indennità;
• collocati in mobilità "lunga" (articolo 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223 e successive modificazioni ed integrazioni) sulla base di accordi sindacali stipulati entro il 30 aprile 2010;
• titolari di prestazione straordinaria a carico dei fondi di solidarietà dei settori del credito e delle aziende private erogatrici di servizi di pubblica utilità.

QUANTO SPETTA

L’importo della pensione viene determinato con il sistema di calcolo:
• retributivo, se il lavoratore può far valere almeno 18 anni di contributi al 31.12.1995;
• misto(una quota calcolata con il sistema retributivo e una quota con il sistema contributivo) se il lavoratore alla data del 31.12.1995 non può far valere 18 anni di contributi.

Per maggiori informazioni o per fissare un appuntamento, contattaci.

Informazioni aggiuntive

Pubblicato in Servizi Patronato
Mercoledì, 21 Marzo 2012 16:00

Consulenza Previdenziale

Tramite il ns. Glossary Link PATRONATO si assistono gratuitamente tutti i cittadini per il disbrigo di tutte le pratiche previdenziali e socio assistenziali.

SERVIZI ALLA FAMIGLIA

SERVIZI AI DISOCCUPATI

SERVIZI PENSIONISTICI

SERVIZI SOCIO ASSISTENZIALI

SERVIZI PER DANNI DA LAVORO E ALLA SALUTE

SERVIZI IMMIGRATI

SERVIZI LEGALI

Su richiesta e previo appuntamento sono a disposizione per assistervi in pratiche di PATRONATO e Glossary Link CAF i nostri LEGALI.

Per maggiori informazioni o per fissare un appuntamento Contattaci.

Informazioni aggiuntive

Pubblicato in Servizi Patronato
Mercoledì, 27 Agosto 2014 13:17

Indennità di accompagnamento

COS'E'

E’ la prestazione erogata al solo titolo della minorazione ovvero svincolata da requisiti reddituali che spetta agli invalidi civili di qualsiasi età.

Requisiti sanitari
Per il diritto alla prestazione è necessario che oltre al riconoscimento dell'invalidità totale ovvero al riconoscimento della condizione di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età se minori o ultrasessantacinquenni, i richiedenti siano anche nell'impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore oppure siano nell'impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e di conseguenza necessitano di assistenza continua.

Compatibilità
E' compatibile con l'attività lavorativa e, in caso di pluriminorazioni è cumulabile con l’indennità di accompagnamento dei ciechi totali e l’indennità di comunicazione dei sordi.

Incompatibilità
E' incompatibile con le analoghe indennità di guerra, di lavoro o di servizio ed è prevista la facoltà di opzione per una delle indennità eventualmente spettanti.
E’ incompatibile con l’indennità di frequenza.
E’ incompatibile con il ricovero a titolo gratuito in istituti presso reparti di lungodegenza o per fini riabilitativi.

Misura
L'importo è per il 2011 pari a € 487,39 ed è erogato per 12 mensilità annue.

Indennità di frequenza
E’ la prestazione economica che spetta agli invalidi civili minori di 18 anni che frequentino continuamente o periodicamente centri ambulatoriali pubblici o privati convenzionati specializzati in trattamenti riabilitativi o terapeutici o scuole pubbliche o private, dall’asilo nido in poi, o centri di formazione professionale.

Requisiti sanitari
Per il diritto alla prestazione è necessario che i minori siano stati riconosciuti dalla competente commissione medica della Asl integrata con il medico Glossary Link Inps in condizione di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età oppure affetti da ipoacusia superiore a 60 decibel nell'orecchio migliore nelle frequenze di 500, 1000, 2000 hertz.

Requisiti reddituali
Il requisito reddituale richiesto è quello previsto per gli invalidi civili parziali ai fini dell’assegno mensile di assistenza.

Incompatibilità
E' incompatibile con le indennità di accompagnamento degli invalidi e ciechi civili, con l'indennità di comunicazione e con l'indennità speciale, in caso di pluriminorazioni è prevista l'opzione per una delle indennità spettanti.
E’ inoltre incompatibile con “qualsiasi forma di ricovero” a carattere continuativo e permanente ad esclusione del ricovero in regime di day-hospital e per trattamenti chemioterapici e radioterapici.

Decorrenza
Decorre dal 1° giorno del mese successivo all'inizio della frequenza del centro o scuola e cessa il mese successivo a quello di fine trattamento o corso.

Misura
L'importo mensile è pari a quello previsto per l’assegno mensile o pensione di inabilità e, al pari di tali prestazioni, dal 1° gennaio 2001 è stato maggiorato di euro 10,33 alle condizioni previste dalla legge.

Per maggiori informazioni o per fissare un appuntamento, contattaci.

Informazioni aggiuntive

Pubblicato in Servizi Patronato
Martedì, 17 Giugno 2014 13:44

Assegno al nucleo familiare

L'assegno al nucleo familiare (ANF) costituisce un sostegno per le famiglie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati da lavoro dipendente, i cui nuclei familiari siano composti da più persone e che abbiano redditi inferiori a quelli determinati ogni anno dalla Legge.

A CHI SPETTA
L’Assegno per il nucleo familiare spetta ai lavoratori  dipendenti, ai lavoratori dipendenti agricoli, ai lavoratori domestici, ai lavoratori iscritti alla gestione separata, ai titolari di pensioni (a carico del fondo pensioni lavoratori dipendenti, fondi speciali ed Glossary Link Enpals), ai titolari di prestazioni previdenziali ed ai lavoratori in altre situazioni di pagamento diretto.

MISURA DELLA PRESTAZIONE
È calcolata secondo la tipologia del nucleo familiare, del numero dei componenti il nucleo familiare e del Glossary Link reddito complessivo del nucleo stesso, con previsione di importi e fasce reddituali più favorevoli per situazioni di particolare disagio (esempio: nuclei monoparentali o con componenti inabili).

L’importo dell’assegno è pubblicato annualmente dall’ Glossary Link Inps in tabelle di validità dal 1° luglio di ogni anno al 30 giugno dell’anno seguente. (circ. Inps n.84 del 23/05/2013)
 
COMPOSIZIONE DEL NUCLEO FAMILIARE
Gli ANF spettano per nucleo familiare che può essere composto da:
  •  il richiedente lavoratore o il titolare della pensione;
  •  il coniuge che non sia legalmente ed effettivamente separato, anche se non convivente, o che non abbia abbandonato la famiglia (gli stranieri poligami nel loro paese possono includere nel proprio nucleo familiare solo una moglie);
  •  i figli ed equiparati di età inferiore a 18 anni, conviventi o meno;
  •  i figli ed equiparati maggiorenni inabili, purché non coniugati, previa autorizzazione.
  • Sono considerati inabili i soggetti che, per difetto fisico o mentale, si trovano nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi a proficuo lavoro;
  •  i figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni compiuti ed inferiore ai 21 anni compiuti, purché facenti parte di "nuclei numerosi", cioè nuclei familiari con almeno 4 figli tutti di età inferiore ai 26 anni, previa autorizzazione;
  •  i fratelli, le sorelle del richiedente e i nipoti (collaterali o in linea retta non a carico dell'ascendente), minori o maggiorenni inabili, solo nel caso in cui essi sono orfani di entrambi i genitori, non abbiano conseguito il diritto alla pensione ai superstiti e non siano coniugati, previa autorizzazione.
  •  i nipoti in linea retta di età inferiore a 18 anni, viventi a carico dell'ascendente, previa autorizzazione;
Il nucleo per i titolari di pensione ai superstiti ha diritto all’ANF se composto dal coniuge superstite che ha titolo alla pensione e dai figli ed equiparati di età inferiore a 18 anni o maggiorenni inabili titolari o contitolari della pensione. Il nucleo familiare può essere composto da una sola persona se il diritto alla pensione ai superstiti è riconosciuto a orfano minorenne, vedova minorenne o maggiorenne inabile.
 
DOMANDA
Deve essere presentata per ogni anno a cui si ha diritto:
  1. al proprio datore di lavoro, nel caso in cui il richiedente svolga attività lavorativa dipendente, utilizzando il modello ANF/DIP (SR16). In tale caso, il datore di lavoro deve corrispondere l'assegno per il periodo di lavoro prestato alle proprie dipendenze, anche se la richiesta è stata inoltrata dopo la risoluzione del rapporto nel termine prescrizionale di 5 anni.
  2. all’Inps nel caso in cui il richiedente sia addetto ai servizi domestici, operaio agricolo dipendente a tempo determinato, lavoratore iscritto alla gestione separata, ovvero abbia diritto agli assegni come beneficiario di altre prestazioni previdenziali, attraverso uno dei seguenti canali:
    • WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino munito di PIN attraverso il portale dell’Istituto - servizio di “Invio OnLine di Domande di prestazioni a Sostegno del reddito”;
    • Contact Center - attraverso il numero 803164 gratuito da rete fissa o il numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico
    • Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;

Qualsiasi variazione intervenuta nel reddito e/o nella composizione del nucleo familiare, durante il periodo di richiesta dell'ANF, deve essere comunicata entro 30 giorni. 
Se la domanda viene presentata per uno o per  più periodi pregressi, gli arretrati spettanti vengono corrisposti nel limite massimo di 5 anni (prescrizione quinquennale).

AUTORIZZAZIONE
Se l’erogazione degli ANF è effettuata dal datore di lavoro è necessaria l’autorizzazione nei casi in cui:

  • venga richiesta l’inclusione di determinati familiari nel nucleo (fratelli, sorelle, etc.)
  • nei casi di possibile duplicazione di pagamento (separazione, figli naturali, etc.)
  • per applicare l’aumento dei livelli reddituali (nuclei monoparentali, nuclei che comprendono familiari inabili a proficuo lavoro)
  • nei casi in cui il coniuge non sottoscriva la dichiarazione di responsabilità nel modello ANF/DIP
In tali casi l’utente deve presentare domanda di autorizzazione all’Inps, allegando la documentazione necessaria (ovvero relativa dichiarazione sostitutiva), utilizzando uno dei seguenti canali:
  • WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino munito di PIN attraverso il portale dell’Istituto - servizio di “Invio OnLine di Domande di prestazioni a Sostegno del reddito – funzione Autorizzazioni Anf”;
  • Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;
  • Contact - Center attraverso il numero 803164 gratuito da rete fissa o il numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico.
In seguito l’Inps rilascia all'utente il modello di autorizzazione ANF43 e l’utente presenta la domanda (ANF/DIP) al datore di lavoro con allegato il modello ANF43.
Se l’erogazione degli ANF è effettuata dall'Inps, in presenza di domande per i casi indicati di seguito, l’utente presenta  la richiesta di liquidazione ANF con allegata la documentazione/ dichiarazione sostitutiva necessaria alla definizione della domanda stessa ma non è previsto il rilascio dell’autorizzazione ANF.
Casi in cui è prevista l’autorizzazione:
  • per figli ed equiparati di coniugi legalmente separati o divorziati, o in stato di abbandono;
  • per figli nati fuori dal matrimonio e riconosciuti da entrambi i genitori;
  • per figli del coniuge nati da precedente matrimonio;
  • per fratelli sorelle e nipoti orfani di entrambi i genitori e non aventi diritto a pensione ai superstiti;
  • per nipoti in linea retta a carico dell’ascendente (nonno/a);
  • per familiari minorenni incapaci di compiere gli atti propri della loro età (se non sono in possesso di documenti attestanti il diritto all'indennità di accompagnamento ex lege n. 18 del 1980 o ex artt. 2 e 17 ex lege n. 118 del 1871 o di frequenza ex lege n. 289 del 1990);
  • per familiari maggiorenni inabili (se non sono in possesso di documenti attestanti l’inabilità al 100%);
  • per minori in accasamento eterofamiliare;
  • per familiari di cittadino italiano, comunitario, straniero di stato convenzionato, che siano residenti all'estero;
  • per figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni compiuti ed inferiore ai 21 anni compiuti, purché facenti parte di "nuclei numerosi", cioè nuclei familiari con almeno 4 figli tutti di età inferiore ai 26 anni;
  • nel caso di mancato rilascio della prevista dichiarazione del coniuge del richiedente sul modulo di domanda ANF/DIP da presentare per la richiesta di ANF al datore di lavoro.

DECORRENZA E VARIAZIONE

Il diritto all'assegno decorre dal primo giorno del periodo di paga o di pagamento della prestazione previdenziale, per la quale è prevista l’erogazione accessoria degli assegni per il nucleo familiare, nel corso del quale si verificano le condizioni prescritte per il riconoscimento del diritto (ad es.: celebrazione o riconoscimento del matrimonio, nascita o adozione di figli) e cessa alla fine del periodo in corso alla data in cui le condizioni stesse vengono a mancare (ad es.: separazione legale del coniuge, conseguimento della maggiore età da parte del figlio). Qualora spettino assegni giornalieri, il diritto decorre e ha termine dal giorno in cui si verificano o vengono a mancare le condizioni prescritte.

Non possono essere erogati complessivamente più di 6 assegni giornalieri per ciascuna settimana e 26 per ogni mese.
Per i pagamenti subordinati ad autorizzazione da parte dell'Inps la data iniziale dell'erogazione e quella finale di scadenza della relativa validità risultano dalle indicazioni contenute nell'autorizzazione stessa.
 
REDDITI DEL NUCLEO
I redditi del nucleo familiare da prendere in considerazione per la concessione dell'assegno sono quelli assoggettabili all'Irpef al lordo delle detrazioni d' Glossary Link imposta, degli Glossary Link oneri deducibili e delle ritenute erariali.
Sono da prendere in considerazione anche i redditi esenti da imposta o soggetti alla ritenuta alla fonte a titolo di imposta o imposta sostitutiva, se superiori complessivamente a € 1.032,91, prodotti nell'anno solare precedente il 1° luglio di ogni anno e hanno valore fino al 30 giugno dell'anno successivo.
Pertanto, se la richiesta di assegno per il nucleo familiare riguarda periodi compresi nel 1° semestre, da gennaio a giugno, i redditi da dichiarare sono quelli conseguiti 2 anni prima, mentre, se i periodi sono compresi nel 2° semestre, da luglio a dicembre, i redditi da dichiarare sono quelli conseguiti nell'anno immediatamente precedente.

Non devono essere dichiarati tra i redditi:

  • i trattamenti di fine rapporto comunque denominati e le anticipazioni sui trattamenti di fine rapporto;
  • i trattamenti di famiglia, comunque denominati, dovuti per legge;
  • le rendite vitalizie erogate dall'Inail, le pensioni di guerra, le pensioni tabellari ai militari di leva vittime di infortunio;
  • le indennità di accompagnamento agli invalidi civili, ai ciechi civili assoluti, ai minori invalidi che non possono camminare, ai pensionati di inabilità;
  • le indennità di comunicazione per sordi e le indennità speciali per i ciechi parziali;
  • gli indennizzi per danni irreversibili da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati;
  • gli arretrati di cassa integrazione riferiti ad anni precedenti quello di erogazione;
  • l'indennità di trasferta per la parte non assoggettabile ad imposizione fiscale;
  • gli assegni di mantenimento percepiti dal coniuge legalmente separato a carico del/della richiedente e destinati al mantenimento dei figli.

Il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere composto, per almeno il 70%, da reddito derivante da lavoro dipendente ed assimilato. 

IL PAGAMENTO
L'assegno viene pagato:

  • dal datore di lavoro, per conto dell'Inps, ai lavoratori dipendenti in attività, in occasione del pagamento della retribuzione;
  • direttamente dall'Inps nel caso in cui il richiedente sia addetto ai servizi domestici, operaio agricolo dipendente a tempo determinato, lavoratore di ditte cessate o fallite, ovvero abbia diritto agli assegni come beneficiario di altre prestazioni previdenziali.

Il pagamento effettuato direttamente dall’INPS è disposto tramite bonifico presso ufficio postale o  mediante accredito su conto corrente bancario o postale, indicando nella domanda il codice Glossary Link IBAN.

PAGAMENTO AL CONIUGE DELL’AVENTE DIRITTO
Il coniuge dell’avente diritto, alla corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare, può chiedere l’erogazione della prestazione purché non sia, a sua volta, titolare di un proprio diritto all’ANF determinato da un rapporto di lavoro dipendente oppure da una prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente.  L’accertamento dei requisiti che danno titolo al riconoscimento del diritto ed alla determinazione dell’importo dell’assegno continua ad avvenire con riferimento all’avente diritto.

La richiesta di pagamento da parte del coniuge deve essere presentata utilizzando il modello ANF 559.
 
PAGAMENTO IN CASO DI CONIUGI SEPARATI O DIVORZIATI
Nel caso di affidamento condiviso entrambi i genitori affidatari hanno diritto all’ANF e la scelta tra quale dei due genitori possa chiedere la prestazione è rimessa ad un accordo tra le parti. In mancanza di accordo l’autorizzazione alla percezione dell’assegno viene concessa al genitore convivente con i figli.
Tale diritto resta in capo al genitore affidatario anche quando questi non sia titolare in proprio di un diritto a richiedere la prestazione familiare (poiché non lavoratore o non titolare di pensione), e viene esercitato in virtù della posizione tutelata dell' ex coniuge, sempre che i requisiti di fatto, ossia i redditi del nucleo dell’affidatario, ammettano il riconoscimento al diritto all’assegno per il nucleo familiare.
 
PAGAMENTO AL GENITORE CONVIVENTE CON FIGLIO NATO FUORI DAL MATRIMONIO
Il genitore convivente con il minore nato fuori del matrimonio, privo di autonomo diritto, può chiedere il pagamento degli ANF sulla posizione dell’altro genitore lavoratore dipendente non convivente.  Il pagamento terrà conto dei redditi del genitore convivente.

fonte INPS.

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA ASSEGNI FAMILIARI

  • Carta di Identità del richiedente;
  • Codici fiscali di tutti i componenti del nucleo;
  • Glossary Link Autocertificazione dello stato di famiglia;
  • Dichiarazioni reddituali o in mancanza certificazione unica relative l'anno precedente;
  • Modello SR16.

DOCUMENTAZIONE NECESSARIA AUTORIZZAZIONE ASSEGNI FAMILIARI

  • Carta di Identità del richiedente e dell'altro genitore;
  • Codici fiscali di tutti i componenti del nucleo;
  • Autocertificazione dello stato di famiglia;
  • Ultima busta paga;
  • Sentenza di separazione o divorzio;
  • Modulo di Autorizzazione dell'altro genitore;
  • Eventuale precedente autorizzazione.

Informazioni aggiuntive

Pubblicato in Servizi Patronato
Sabato, 09 Maggio 2015 13:15

NASpI

Domanda di Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI)

L’art. 1 del decreto legislativo 4 marzo 2015 n. 22 istituisce, a decorrere dal 1° maggio 2015 , una indennità mensile di disoccupazione denominata Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI), avente la funzione di fornire una tutela di sostegno al Glossary Link reddito ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione.

La NASpI sostituisce, con riferimento agli eventi di cessazione dal lavoro verificatisi dal 1° maggio 2015, le indennità di disoccupazione ASpI e mini ASpI di cui all’art. 2 della legge n. 92 del 2012 la cui disciplina continua a trovare applicazione per gli eventi di cessazione involontaria dal lavoro verificatisi fino al 30 aprile 2015.

A CHI SPETTA

Sono destinatari della NASpI i lavoratori dipendenti ivi compresi – come già disposto dalla legge n. 92 del 2012 - gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata, ai sensi dell’art. 1, co. 3, della legge n.142 del 2001, nonché il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato.

La NASpI è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione.

REQUISITI

Lavoratori in stato di disoccupazione ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181 e successive modificazioni;

Lavoratori che possano far valere, nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione contro la disoccupazione;
Lavoratori che possano far valere trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

QUANTO E COME SPETTA

La NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni.

Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione.

MODALITA' DI PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

Per fruire dell'indennità i lavoratori aventi diritto devono presentare, esclusivamente in via telematica, apposita domanda all’ Glossary Link INPS entro il termine di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

A tal fine, a partire dal 1° maggio 2015, sarà possibile utilizzare i consueti canali telematici per l’inoltro della domanda: via web, attraverso il sito www.INPS.it (direttamente da cittadino in possesso del PIN dispositivo INPS); tramite Glossary Link patronato (che, per legge, offre assistenza gratuita); tramite Contact Center Integrato INPS Glossary Link INAIL (chiamando da rete fissa il numero gratuito 803 164 oppure il numero 06 164 164 da telefono cellulare, con tariffazione stabilita dal proprio gestore).

La disciplina di dettaglio della indennità NASpI sarà regolata con apposita circolare INPS in corso di pubblicazione.

fonte INPS.

DOCUMENTI PER L’ELABORAZIONE DELLA PRATICA

• documento d’identità e Glossary Link codice fiscale del richiedente;
• ultima busta paga;
• lettera di licenziamento;
• codice Glossary Link IBAN;
• modello SR163 da far controfirmare alla propria banca/posta;
• Recapiti: Telefono fisso, Cellulare, Email. 

Per maggiori informazioni o per fissare un appuntamento, contattaci.

Informazioni aggiuntive

Pubblicato in Servizi Patronato
Mercoledì, 27 Agosto 2014 13:38

Pensione sociale

La pensione sociale è stata istituita dall’ art. 26 della l. 153/1969, modificato dall’ art. 3 del d.l. 30/1974, convertito dalla l. 114/1974.

Tale prestazione doveva rispondere all’esigenza di dare concreta attuazione ai principi costituzionali che fanno obbligo allo Stato di intervenire a protezione dei cittadini sprovvisti dei mezzi per vivere (1° comma dell’art. 38 della Costituzione).

E’ quindi un sussidio che la Stato paga agli indigenti tramite l’ Glossary Link Inps.

E’ una prestazione strettamente assistenziale, per la cui concessione non sono richiesti requisiti di assicurazione e contribuzione. Viene corrisposta a coloro che hanno presentato domanda e hanno maturato i requisiti entro il 31.12.1995.

Coloro che hanno maturato i requisiti o hanno presentato domanda dal 1.1.1996 in poi hanno diritto all'assegno sociale.

La pensione sociale non è gravata da imposte.

La pensione sociale è irreversibile e inesportabile (circ. 15/1993).

REQUISITI PER IL DIRITTO

- cittadinanza italiana;
- residenza effettiva ed abituale in Italia;
- 65 anni di età;
- particolari condizioni reddituali personali e del coniuge conseguite nell'anno.

DESTINATARI
L’ art. 26 della l. 153/1969 attribuiva il diritto alla pensione sociale ai cittadini italiani di 65 anni di età, residenti abitualmente ed effettivamente in Italia, sprovvisti di Glossary Link reddito, ovvero in possesso di redditi di importo inferiore ai limiti stabiliti dalla legge e, comunque, non aventi titolo a rendite o prestazioni economiche erogate con carattere di continuità a carico dello Stato o di altri Enti pubblici.

Avevano inoltre diritto alla pensione sociale alle stesse condizioni di età e di reddito:

-i cittadini della Repubblica di San Marino residenti in Italia (circ. 53431/70);
-i rifugiati politici che avessero ottenuto il riconoscimento della qualifica da parte della Commissione Paritetica di eleggibilità (circ. 744/83);
-i detenuti, indipendentemente dalla durata della pena alla quale erano stati condannati (circ. 703/71);
-i cittadini svedesi residenti in Italia da almeno 5 anni precedenti la data della domanda di pensione (circ. 1206/83);
-i cittadini di Stati membri dell’ Unione Europea, residenti in Italia (circ. 754/86).

La residenza e la cittadinanza erano condizioni per la concessione della pensione sociale e la conservazione nel tempo del diritto (circ. 729/78).

La perdita della cittadinanza o la residenza solo anagrafica senza la dimora effettiva in Italia comportano la revoca della prestazione.

REQUISITI REDDITUALI

(l. 114/1974 e circ.n. 732/1979)

Sotto il profilo reddituale il diritto alla prestazione era subordinato alle seguenti condizioni:

Il soggetto non doveva possedere redditi propri. Peraltro il diritto sussisteva se i redditi posseduti erano di importo inferiore a quello della pensione sociale, fino alla concorrenza di tale importo; il reddito del soggetto cumulato con quello del coniuge non doveva essere superiore ai limiti stabiliti dalla legge, fermo restando il limite del reddito personale. Non si procedeva al cumulo del reddito dell’interessato con quello del coniuge nel caso di separazione legale o di comprovato stato di abbandono (circ. n. 60001/74, circ. 12/90, circ. 248/90 e circ. 185/2000).

I redditi da considerare erano quelli relativi all’anno di decorrenza della pensione al lordo degli Glossary Link oneri deducibili (circ. 732/79).

Il reddito personale del richiedente la pensione è costituito da:

- i proventi di qualsiasi natura assoggettabili all’ Glossary Link IRPEF (retribuzioni, pensioni, terreni e fabbricati, redditi da capitale, da impresa, di partecipazione, da lavoro autonomo, ecc.);
- l’assegno di mantenimento pagato al richiedente da parte del coniuge separato o divorziato (circ. 53394/1970 - parte seconda);
- i proventi derivanti da pensioni di guerra;
- le rendite a carico dell’ Glossary Link Inail per infortuni sul lavoro o malattie professionali;
- le prestazioni previdenziali o assistenziali erogate con carattere di continuità a carico dello Stato, di Enti pubblici e di Stati esteri.

Sono esclusi dal computo dei redditi:

- il reddito della casa di abitazione;
- l’assegno per il nucleo familiare;
- le indennità di accompagnamento di ogni tipo (circ. 743/1983);
- interessi bancari e postali , rendita da Bot, Cct e altri titoli di Stato, vincite e premi, ecc. (redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di Glossary Link imposta o ad imposta sostitutiva);
i soprassoldi connessi alle Medaglie al Valor Militare e gli assegni vitalizi ai Cavalieri di Vittorio Veneto (circ. 53412/1970).

Inoltre, non sono computabili i redditi da fabbricati distrutti o inagibili per effetto di eventi sismici esclusi per legge dall’assoggettabilità all’IRPEF fino alla loro definitiva ricostruzione o agibilità. I soggetti interessati devono presentare un certificato del Comune attestante la distruzione ovvero l’inagibilità dei fabbricati (circ. 741/1982).


Il reddito del soggetto cumulato con quello del coniuge è costituito da:

- i proventi di qualsiasi natura assoggettabili all’IRPEF (retribuzioni, pensioni, terreni e fabbricati, redditi da capitale, da impresa, di partecipazione, da lavoro autonomo, ecc.);
- le pensioni erogate da Stati esteri.

Sono esclusi dal computo dei redditi:

- i redditi esenti da Irpef (pensioni sociali, pensioni agli invalidi civili);
- i proventi derivanti da pensioni di guerra;
- le rendite a carico dell’Inail per infortuni sul lavoro o malattie professionali;
- il reddito della casa di abitazione;
- l’assegno per il nucleo familiare;
- le indennità di accompagnamento di ogni tipo;
- le pensioni corrisposte da Stati esteri con natura esclusivamente risarcitoria (circ. 750/1984).

Si considera il reddito dello stesso anno in cui si percepisce la pensione, per cui questa va liquidata con carattere di provvisorietà sulla base del reddito annuo presunto determinato in base alla dichiarazione reddituale che, di conseguenza, va presentata annualmente.

Ai fini dell’individuazione del reddito, gli eventuali atti di disposizione e di costituzione di diritti reali sui beni immobili posti in essere dal richiedente immediatamente prima o subito dopo la presentazione della domanda di pensione sociale sono da considerare influenti sia che avvengano a titolo oneroso che gratuito (circ. 710/1973 e msg. 35308/1992).

Per gli atti di disposizione a titolo oneroso il reddito da computare è quello ottenuto dall’interessato in relazione all’impiego di quanto ricavato dalla vendita del bene immobile.

Per gli atti di disposizione a titolo gratuito posti in essere nelle more dell’istruttoria va fatta un’ulteriore distinzione:

- se il reddito relativo ai beni ceduti è superiore al limite previsto per il diritto, la pensione avrà decorrenza dal mese successivo a quello nel corso del quale l’atto è stato redatto.
- se è inferiore, la pensione avrà decorrenza dalla domanda ferma restando l’influenza del reddito in argomento sulla misura della prestazione, fino al momento della cessazione del bene.

In ogni caso, ai fini dell’individuazione del reddito, dovrà attribuirsi al richiedente la pensione sociale il reddito catastale del bene immobile dato in uso gratuito.

DECORRENZA

La pensione sociale decorreva dal 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda in presenza di tutti i requisiti previsti dalla legge (età, cittadinanza, residenza effettiva e dimora abituale in Italia, requisiti reddituali).

MISURA ED IMPORTO

L’importo della pensione sociale è determinato annualmente in relazione all’aumento percentuale delle pensioni, fissato con decreto ministeriale.

In relazione all’entità del reddito personale e dell’eventuale reddito cumulato, la pensione sociale poteva essere liquidata in misura intera o ridotta.

La misura massima della pensione spettante è determinata:

- per il pensionato solo, dalla differenza tra il limite di reddito previsto e il reddito dichiarato;
- per il pensionato coniugato (non legalmente ed effettivamente separato), dal minore degli importi risultanti tra la differenza tra il limite di reddito previsto per il pensionato solo e il reddito personale dichiarato e la differenza tra - il limite di reddito coniugale e il reddito cumulato con quello del coniuge.

L’importo mensile della pensione è dato dalla misura massima spettante, divisa per 13 mensilità.
È determinato provvisoriamente sulla base del reddito presuntivo dichiarato o dei redditi denunciati dal pensionato memorizzati sul Casellario centrale dei pensionati, e viene eventualmente conguagliato nell'anno successivo.

E’ opportuno ricordare che nei casi in cui sia il richiedente sia il coniuge avevano redditi inferiori ai limiti stabiliti dalla legge, si applicava l’importo reddituale più sfavorevole per il pensionato.

MAGGIORAZIONE SULLA PENSIONE SOCIALE

(l. 140/1985, art. 2 - l. 544/1988, art. 2 - l. 388/2000, art. 70 - l. 448/2001, art. 38)

Con effetto dal 1° gennaio 1985 spetta, ai titolari di pensione sociale in possesso dei prescritti requisiti reddituali individuali e familiari, un aumento della pensione di lire 975.000 annue, da ripartire in 13 mensilità.

Con effetto dal 1° luglio 1988, in sostituzione dell’aumento previsto dalla precedente disciplina, spetta, un aumento di pensione di lire 1.625.000 annue, da ripartire in 13 mensilità. L’aumento spetta in misura intera o ridotta a seconda della situazione reddituale del richiedente e del coniuge.

L’ aumento è soggetto a norme diverse da quelle della pensione sociale e tali regole sono molto più restrittive.

A tale fine si tiene conto dei redditi di qualsiasi natura compresi i redditi esenti da imposte e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva. Sono escluse solo le pensioni di guerra sia che appartengano al richiedente sia che siano del coniuge (circ. 268/1991).

L’aumento spetta anche a coloro che non hanno diritto alla pensione sociale per mancanza dei requisiti reddituali, a condizione che non posseggano redditi superiori a quelli previsti per l’attribuzione dell’aumento.

Dal 1° gennaio 1985 spetta se in possesso dei prescritti requisiti reddituali individuali e familiari, un aumento della pensione di lire 975.000 annue, da ripartire in 13 mensilità (circ.60105/1985).

Dal 1° luglio 1988, in sostituzione dell’aumento previsto dalla precedente disciplina, spetta se in possesso dei prescritti requisiti reddituale del richiedente e del coniuge, un amento di pensione di lire 1.625.000 annue, da ripartire in 13 mensilità di lire 125.000 ciascuna (circ. 35/1989).

Fino al 1988 la maggiorazione era assoggettata all’IRPEF e di conseguenza veniva sensibilmente decurtata: l’ art. 3 della l. 449/1998 ne ha stabilito la completa detassazione.

Dal 1.1.2001 è stata ulteriormente aumentata di Lire 25.000 mensili (per complessive Lire 150.000 pari a Euro 77,47) a favore dei pensionati infrasettantacinquenni (età pari o superiore a 65 e inferiore a 75 anni) e di Lire 40.000 mensili (per complessive Lire 165.000 pari a Euro 85,22) a favore dei pensionati ultrasettantacinquenni (età pari o superiore a 75 anni) circ. 61/2001.

Dal 1.1.2002 è stato applicato un incremento delle maggiorazioni, fino a garantire un reddito personale minimo di Euro 516,46 mensili (pari a lire 1.000.000), per 13 mensilità, in presenza di particolari requisiti di età e di reddito.

La misura massima della maggiorazione spettante è determinata:

per il pensionato solo, dalla differenza tra il limite di reddito previsto e il reddito dichiarato (tenendo conto anche del reddito derivante da pensione);
per il pensionato coniugato (non legalmente ed effettivamente separato), dal minore degli importi risultanti dalla differenza tra il limite di reddito previsto per il pensionato solo e il reddito personale dichiarato (tenendo conto anche del reddito derivante da pensione) e la differenza tra il limite di reddito coniugale previsto e il reddito cumulato con quello del coniuge (tenendo conto anche dell’eventuale reddito derivante da pensione del coniuge).
L’importo mensile della maggiorazione è dato dalla misura massima spettante, divisa per 13 mensilità.

TABELLE IMPORTI (senza incremento 1.1.2002)

IL LIMITE DI REDDITO

Il limite di reddito oltre il quale è esclusa la concessione della maggiorazione è:

- per il pensionato solo, la somma dell’ ammontare annuo della pensione sociale e dell’ammontare annuo della maggiorazione della pensione sociale. La maggiorazione viene erogata in misura ridotta se il reddito del pensionato è compreso tra il reddito che ne consente la concessione in misura intera (ammontare annuo della pensione sociale) e quello che ne esclude la concessione (ammontare annuo della pensione sociale + ammontare annuo della maggiorazione della pensione sociale).
- per il pensionato coniugato, la somma del limite di reddito determinato come per il pensionato solo e l' ammontare annuo del trattamento minimo. La maggiorazione viene erogata in misura ridotta se il reddito personale del pensionato è inferiore al limite di reddito previsto per il pensionato solo e se il reddito, cumulato con quello del coniuge, è compreso tra il limite che ne consente la concessione in misura intera (ammontare annuo del trattamento minimo + ammontare annuo della pensione sociale) e quello che ne esclude la concessione (ammontare annuo della pensione sociale + ammontare annuo della maggiorazione della pensione sociale + ammontare annuo del trattamento minimo).

TABELLE LIMITI DI REDDITO
pensionati infrasettantacinquenni Pensionati ultrasettantacinquenni

REVOCA

Qualora al pensionato venga liquidata altra pensione a carico dell’Inps ( es. pensionato sociale che acquisisce il diritto a pensione di reversibilità) la pensione sociale diventa indebita e va revocata dalla data di decorrenza della nuova pensione.

Peraltro considerata la natura alimentare della pensione sociale, questa viene provvisoriamente lasciata in pagamento nelle more della definizione della nuova pensione, ed i ratei percepiti, divenuti indebiti, potranno essere recuperati in sede di liquidazione degli arretrati della nuova pensione solo se l’interessato sia stato informato della provvisorietà della continuazione del pagamento della pensione sociale (Circ. 262/1991).

Anche in caso di liquidazione di altra pensione a carico di Ente diverso dall’Inps, la pensione sociale diventa indebita e va revocata dalla data di decorrenza della nuova pensione (Circ.746/1984).

I titolari di pensione sociale sono tenuti a comunicare tempestivamente all’Inps il trasferimento della residenza all’estero la perdita della cittadinanza italiana, le variazioni della situazione reddituale propria e del coniuge.

TITOLARI DI ASSICURAZIONE FACOLTATIVA

Gli iscritti all’assicurazione facoltativa Inps da data anteriore al 1° marzo 1974, se nelle condizioni economiche previste per la concessione della pensione sociale, hanno potuto richiedere l’integrazione della rendita liquidata o da liquidarsi nell’assicurazione facoltativa, fino alla concorrenza dell’importo della pensione sociale.
Tale integrazione decorre dal 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della relativa domanda e termina al compimento del 65° anno di età.
Il beneficio dunque consiste semplicemente nell’anticipazione della pensione sociale a chi comunque l’avrebbe poi ottenuta a 65 anni.

ASSEGNI VITALIZI TRASFERITI AL FONDO SOCIALE

I dipendenti dello Stato, degli Enti locali e dell’Amministrazione postelegrafonica iscritti ai rispettivi fondi di previdenza e cessati dal servizio anteriormente al 1° gennaio 1976 senza aver perfezionato i requisiti per il diritto a pensione hanno conseguito un assegno vitalizio posto a carico degli Enti datori di lavoro (circ. 737/1980).
Con l’ art. 6 della l. 177/1976, integrato dall’ art. 11 della l. 75/1980, è stato disposto il trasferimento di detto assegno al Fondo sociale gestito dall’Inps, prevedendone l’adeguamento dell’importo a quello della pensione sociale.

La stessa normativa dà facoltà agli interessati di optare, entro sei mesi dall’entrata in vigore della disposizione, per il trattamento più favorevole.
Ancorché trasferito a carico del Fondo sociale, sostituito dalla gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle Gestioni previdenziali per effetto della l. 88/1989, l’assegno vitalizio conserva le caratteristiche originarie di trattamento collegato con periodi di effettiva contribuzione. Pertanto i beneficiari di tali assegni non debbono far valere i requisiti di età, reddito e residenza per avere diritto alla pensione sociale e gli assegni stessi soggiacciono alla normativa dall’assicurazione generale obbligatoria ( Circ. n. 738/1981).

Alle prestazioni in argomento si applica la normativa di cui all’ art. 6 della l. 140/1985 e della l. 544/1988 riguardante la maggiorazione prevista in favore degli ex combattenti.

PENSIONE SOCIALE PER I MINORATI CIVILI

Agli invalidi civili che hanno maturato i 65 anni di età alla data del 31 dicembre 1995 spettava la pensione sociale sostitutiva dell'assegno erogato dal Ministero dell’'Interno ( circ. n. 53394/1970 - parte prima).

In altri termini le Prefetture cessavano di pagare gli assegni e iniziava l’Inps a liquidare e pagare, in sostituzione, la pensione sociale.
Ai fini dell'accertamento della condizione reddituale per la concessione della pensione sociale si applica, come per i minorati civili, soltanto il limite di reddito personale e non si tiene conto in nessun caso dei redditi del coniuge.

I requisiti reddituali si applicano quindi secondo norme più favorevoli ed in ogni caso viene pagata sempre in misura intera e mai ridotta.

Dovranno essere presi in considerazione i soli redditi assoggettati a IRPEF, con esclusione dei redditi esenti (es.: pensioni di guerra, provvidenze economiche in favore di minorati civili) o comunque non computabili agli effetti dell’IRPEF (es. rendite INAIL), secondo quanto stabilito dall’ articolo 14 septies della l. 33/1980.

Nel caso in cui il titolare di pensione sociale derivante da invalidità civile superi in un anno il previsto limite di reddito, non si dovrà procedere alla revoca della pensione, ma si dovrà sospendere la pensione nel solo anno in cui si è superato il limite di reddito ( msg. n. 1338/94).

Diversamente i soggetti già titolari di pensione sociale che, successivamente al 31 dicembre 1995, dovessero perdere il diritto a tale prestazione per il venir meno dei requisiti che ne consentirono a suo tempo la concessione, non potranno più essere ammessi al godimento della pensione sociale, ma potranno conseguire l' assegno sociale a norma dell' art. 3 della l. 335/95, qualora siano in possesso dei requisiti richiesti per tale ultima prestazione.

Nel caso di soggetti pluriminorati il cumulo delle provvidenze per i mutilati ed invalidi civili con quelle spettanti per invalidità di guerra, di lavoro, di servizio, nonché per cecità e sordomutismo, è possibile solo in presenza di minorazioni e malattie di tipo diverso e sempre che ricorrano tutti i requisiti prescritti per il diritto alle singole provvidenze (circ. n. 749/1984).

Per l'anno 2010, l'importo base della pensione sociale in trasformazione, spettante agli invalidi civili e ai sordomuti, è di 262,75 euro mensili. Per avere diritto all'aumento fino all'importo mensile di 339,15 euro, ossia beneficiare in misura intera o ridotta degli aumenti di 76,40 euro mensili, previsti dalle leggi finanziarie del 1999 e 2001 (art. 67 legge n. 448/98 e art. 52 legge n. 488/99), viene preso a riferimento oltre al reddito personale dell'invalido anche quello del coniuge.

Per maggiori informazioni o per fissare un appuntamento, contattaci.

Informazioni aggiuntive

Pubblicato in Servizi Patronato
Sabato, 09 Maggio 2015 13:51

Dis-Coll

E’ possibile richiedere la Dis-coll, l’indennità di disoccupazione per co.co.co. e co.co.pro. prevista dal Jobs act. Il 27 aprile, infatti, l’Inps ha pubblicato la circolare che chiarisce il meccanismo attraverso il quale ottenere l’assegno, avviato in via sperimentale per il 2015.

A CHI SPETTA

La Dis-coll intende assicurare un sostegno a co.co.co. e co.co.pro., esclusi amministratori e sindaci, che hanno perso il lavoro tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2015. Per comprovare il proprio status di disoccupato, il richiedente deve prima presentarsi al centro per l’impiego, dichiarare l’attività lavorativa appena cessata e l’immediata disponibilità a trovare lavoro. I beneficiari devono essere iscritti solo alla gestione separata dell’ Glossary Link Inps, non possono essere pensionati né avere partita Glossary Link Iva. Inoltre, devono avere versato almeno tre mesi di Glossary Link contributi a partire dal 1 gennaio 2014, di cui una mensilità nel 2015. Quest’ultimo requisito sarà soddisfatto anche con un mese di lavoro che abbia generato un Glossary Link reddito pari ad almeno 647,83 euro. Bisogna poi considerare che la Dis-coll sostituisce l’indennità una tantum prevista dalla legge Fornero. Pertanto le domande di questo ammortizzatore presentate tra l’1 gennaio e il 27 aprile 2015, che facciano riferimento a una perdita di lavoro avvenuta quest’anno, saranno gestite come richieste di Dis-coll.

COME FARE DOMANDA

La richiesta di Dis-coll deve essere presentata entro 68 giorni dalla perdita del lavoro. Per gli eventi di disoccupazione compresi tra il 1 gennaio e oggi, invece, il termine dei 68 giorni scatta dal 27 aprile, giorno della pubblicazione della circolare Inps, e arriva quindi fino al 4 luglio. La domanda dovrà essere inoltrata per via telematica, attraverso il sito dell’Inps. Tuttavia, questa funzione sarà attiva solo a partire dall’11 maggio. Chi voglia inoltrare la richiesta prima di questa data potrà farlo anche in forma cartacea. L’utente dovrà scaricare il modulo dal sito dell’Inps, sotto la sezione “Moduli” e poi “Prestazioni a sostegno del reddito“, per poi compilarlo e consegnarlo a una sede dell’sitituto di previdenza o a un ente di Glossary Link patronato. Oppure potrà mandare una mail alla struttura Inps competente via posta elettronica certificata.

IMPORTO DEL BENEFICIO

L’importo della Dis-coll è pari al 75% del reddito medio mensile del beneficiario, nel caso la cifra non superi i 1.195 euro. In caso contrario, a questa somma andrà aggiunta una quota pari al 25% della differenza tra il reddito medio mensile e i 1.195 euro. In ogni caso, l’assegno non potrà superare i 1.300 euro mensili. Tuttavia, a partire dalla quarta mensilità, l’importo della Dis-coll si riduce del 3% ogni mese.

DURATA DEL BENEFICIO

Il versamento dell’indennità dura per un numero di mesi pari alla metà di quelli di contribuzione a partire dal 1 gennaio 2014. Nel conteggio non si calcolano i periodi che hanno già generato erogazioni della prestazione. In ogni caso, la Dis-coll non può essere versata per più di sei mesi. L’indennità spetta a partire dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro se la domanda è presentata entro questo periodo o, in caso contrario, dal giorno successivo alla richiesta. Per mantenere il diritto a percepire l’indennità bisogna partecipare alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai centri per l’impiego. In caso contrario l’erogazione dell’assegno sarà interrotta. La Dis-coll sarà stoppata anche nel caso in cui il beneficiario trovi un’occupazione, dia inizio a un’attività autonoma o raggiunga i requisiti per andare in pensione.

 

Per maggiori informazioni o per fissare un appuntamento, contattaci.

Informazioni aggiuntive

Pubblicato in News
Mercoledì, 27 Agosto 2014 13:28

Pensione ciechi

I cittadini italiani e dell’Unione europea residenti nel nostro paese nonché gli extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno CE-SLP se affetti da cecità parziale o totale e in possesso degli ulteriori requisiti richiesti, possono accedere alle prestazioni previste dalla legge per i ciechi civili
La domanda per l' Glossary Link accertamento della minorazione visiva che darà luogo alle eventuali prestazioni economiche segue lo stesso procedimento di invio telematico previsto per gli invalidi civili.

Pensione non reversibile dei ciechi totali
E’ la prestazione economica che spetta ai ciechi assoluti di età superiore ai 18 anni.

Requisiti sanitari
Per il diritto alla prestazione è necessario che l’interessato, in sede di accertamento sanitario, risulti avere un residuo visivo in entrambi gli occhi uguale a 00 ovvero la mera percezione dell’ombra o della luce

Requisito reddituale
Come per le prestazioni economiche di invalidità civile anche per la pensione non reversibile dei ciechi assoluti il Glossary Link reddito da considerare è quello individuale ovvero posseduto dal solo richiedente anche se coniugato ed è riferito all’anno precedente quello in cui la prestazione è erogata; se il rddito è relativo a pensioni si considererà quello dell'anno in corso così come nei casi di prima liquidazione.
Il limite di reddito, come quello della pensone degli invalidi civili, per il 2011 è pari a €. 15.305,79.
I redditi da considerare e da escludere dal computo sono gli stessi previsti per il diritto alle prestazioni di invalidità civile (vedi assegno mensile di assistenza).

Compatibilità
E' compatibile con tutte le pensioni dirette di invalidità e con tutte le prestazioni dirette concesse per invalidità di guerra, di lavoro o di servizio.

Misura
L'importo è per il 2011 pari a €. 260,27 per la pensione erogata ai ciechi assoluti ricoverati.
E’ di importo pari a € 281,46 la prestazione spettante ai ciechi assoluti non ricoverati.
Al pari delle prestazioni degli invalidi civili, dal 1° gennaio 2001 la pensione non reversibile è stata maggiorata di euro 10,33 alle condizioni previste dalla legge e, al compimento del 60° anno di età è soggetta all'incremento fino a 603,87 per il 2011, semprechè sussistano i requisiti reddituali individuali e coniugali a tal fine previsti (vedi assegno sociale).
Al compimento del 65° anno continua ad essere erogata nella sua forma originaria ovvero non sostituita dall’assegno sociale.

Indennità di accompagnamento
E’ la prestazione che spetta ai ciechi assoluti di qualsiasi età ed è svincolata da requisiti reddituali.

Requisiti sanitari
Residuo visivo in entrambi gli occhi uguale a 00 ovvero la mera percezione dell’ombra o della luce.

Incompatibilità
E' incompatibile con analoghe indennità per cecità di guerra, di lavoro o di servizio, fatta salva la facoltà di opzione.

Compatibilità
E' compatibile con l'attività lavorativa e con il ricovero presso strutture pubbliche.
In caso di pluriminorazioni è cumulabile con l’indennità di accompagnamento degli invali civili totali e l’indennità di comunicazione dei sordi.

Misura
L'importo mensile, erogato per 12 mensilità annue, è per il 2011 di €. 807,35.

Pensione non reversibile dei ciechi parziali o ventesimisti
E’ la prestazione economica che spetta ai ciechi parziali a qualsiasi età.

Requisiti sanitari
Per il diritto alla prestazione è necessario che l’interessato, in sede di accertamento sanitario, risulti avere un residuo visivo non superiore ad 1/20 in entrambi gli occhi, con eventuale correzione.

Requisito reddituale
E’ quello previsto per la pensione dei ciechi assoluti.

Compatibilità
E' compatibile con tutte le pensioni dirette di invalidità e con tutte le prestazioni dirette concesse per invalidità di guerra, di lavoro o di servizio.

Misura
L'importo è per il 2011 pari a €. 260,27.
Dal 1° gennaio 2001, per i pensionati non ancora 65enni, l'importo è maggiorato di euro 10,33 alle condizioni previste dalla legge.
Al compimento del 65° anno la pensione continua ad essere erogata nella sua forma originaria ovvero non sostituita dall’assegno sociale, ma laddove ricorrano i requisiti di legge è soggetta alla maggiorazioni previste per la generalità degli ultrasessantacinquenni titolari di assegno sociale e al compimento del 70° anno di età all’incremento fino a 603,87 per il 2011.

Indennità speciale
E’ la prestazione che spetta ai ciechi civili parziali (ventesimisti) svincolata dall’età e da requisiti reddituali

Requisiti sanitari
Residuo visivo non superiore ad 1/20 in entrambi gli occhi, con eventuale correzione.

Incompatibilità
E' incompatibile con analoghe indennità per cecità di guerra, di lavoro o di servizio, fatta salva la facoltà di opzione.

Compatibilità
E' compatibile con l'attività lavorativa e con il ricovero presso strutture a totale carico dello Stato.
In caso di pluriminorazioni è cumulabile con l' indennità di accompagnamento a favore degli invalidi civili e l'indennità di comunicazione dei sordomuti.

Misura
L'importo mensile, erogato per 12 mensilità annue, è per il 2011 di € 189,63.

Per maggiori informazioni o per fissare un appuntamento, contattaci.

Informazioni aggiuntive

Pubblicato in Servizi Patronato
Mercoledì, 27 Agosto 2014 14:15

Rinnovo permesso di soggiorno

(artt. 5, 5 bis,21,22 del Decreto Legislativo n. 286/98 e succ. mod. artt 9, 13, 14 D.P.R. 394/99 e succ. mod.)

Il permesso di soggiorno per lavoro subordinato è rilasciato a seguito della stipula del contratto di soggiorno. La durata del titolo è quella prevista dal contratto di soggiorno e comunque non può superare la durata di un anno per un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, di due anni per quello a tempo indeterminato.

Per ricevere assistenza gratuita ed inoltrare telematicamente la domanda,
rivolgersi alla sede Fenalca più vicina.

Richiesta di permesso di soggiorno per residenza elettiva

art. 11 DPR 394/99 e succ. mod.; Decreto Ministero Affari Esteri 12 luglio 2000)

Il titolo di soggiorno per residenza elettiva è rilasciato allo straniero che disponga di ampie risorse economiche, di proprietà immobiliari o di altra fonte lecita diversa dal lavoro.
E’ altresì rilasciato allo straniero che percepisca nel territorio dello Stato, assegni di pensioni o vitalizi italiani o riconosciuti dalle Autorità Italiane.

Per maggiori informazioni o per fissare un appuntamento, contattaci.

Informazioni aggiuntive

Pubblicato in Servizi Patronato
Mercoledì, 27 Agosto 2014 13:34

Indennità di frequenza

COS'E'

E’ la prestazione economica che spetta agli invalidi civili minori di 18 anni che frequentino continuamente o periodicamente centri ambulatoriali pubblici o privati convenzionati specializzati in trattamenti riabilitativi o terapeutici o scuole pubbliche o private, dall’asilo nido in poi, o centri di formazione professionale.

Per maggiori informazioni o per fissare un appuntamento, contattaci.

Informazioni aggiuntive

Pubblicato in Servizi Patronato
Pagina 1 di 4

Mod. 730

Assistenza per l'elaborazione del modello Glossary Link 730 e trasmissione all'Agenzia delle Entrate

Mod. Unico

Assistenza per l'elaborazione del modello UNICO e trasmissione all'Agenzia delle Entrate

Mod. ISEE

Assistenza per l'elaborazione del nuovo modello di dichiarazione Glossary Link ISEE

Mod. ICEF

Assistenza per l'elaborazione del modello Glossary Link ICEF

CU 2019

 
Servizio di stampa del mod. Glossary Link CU per i pensionati, disoccupati...